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La Puglia è “maglia nera” per la terza volta consecutiva nella spesa dei fondi Ue

Nel piano europeo degli aiuti all’Agricoltura ci sono fondi aggiuntivi per l’Italia, ma la Puglia anche per il 2021 rischia di essere maglia nera nell’avanzamento di spesa del Psr (Piano di sviluppo rurale) ed a fine anno rischia addirittura di dover restituire 157 milioni di Euro non spesi alla Ue. A darne notizia è l’eurodeputato pugliese di Fdi, Raffaele Fitto, che lo scorso anno ha sfidato invano il governatore pugliese uscente di centrosinistra, Michele Emiliano, che – come si ricorderà – è stato riconfermato con oltre il 46% dei consensi, a fronte di una percentuale di votanti che è stata di poco superiore al 56% degli aventi diritto. “Un anno fa – ha commentato Fitto – avevamo sperato in un’inversione di rotta con l’arrivo del nuovo assessore all’Agricoltura (ndr – Donato Pentassuglia del Pd), ma è evidente che i danni prodotti nella legislatura precedente, con la delega assessorile in mano al presidente della Regione, sono talmente tanti e importanti da essere quasi irreversibili per la ripresa e la capacità di spendere i fondi europei messi a disposizione con il Psr”. Infatti, l’eurodeputato di Maglie (Le) del partito di Giorgia Meloni a conferma della notizia data ha inoltre riferito i dati rilevati dall’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) al 30 settembre scorso e riportati dalla stessa in un apposito bollettino. Dati che, per Fitto, “non lasciano spazi ad altre interpretazioni”, se non a quella che ancora una volta la nostra regione occuperà il fondo classifica nella spesa dei fondi europei in Agricoltura. Difatti, ha riferito ancora Fitto: “la Puglia registra un avanzamento della spesa totale dei Fondi Feasr 2014-2022 pari al 37,79%, notevolmente inferiore sia alla media nazionale”, che è al 58,62%, “che a quella delle Regioni del Sud” che si attesta al 57,45%. Una percentuale, quella conseguita dalla Regione guidata dal governatore Emiliano che con il 37,79% di spesa farà indossare alla Puglia, per l’ennesima volta, la maglia nera nell’utilizzo dei fondi europei in agricoltura. E, infatti, ha rilevato l’esponente pugliese di Fdi a Bruxelles, “La Regione Puglia è ultima con un preoccupante 0,00% di avanzamento della spesa dell’anno d’impegno 2018 (regola dell’N+3), rispetto alla media nazionale del 76,32% e delle regioni del Sud pari al 57,52%”. Ed a questo, ha commentato ancora Fitto, si aggiungerebbe la beffa di una buona notizia che, in questa situazione, diverrebbe un ulteriore fonte di preoccupazione, poiché “per alcune Regioni, fra le quali la Puglia, la dotazione complessiva del Programma è stata già aggiornata con i Fondi Feasr 2021-2022 e i Fondi Euri (che non prevedono cofinanziamento nazionale). In soldoni, per essere chiari, dall’Europa arrivano risorse aggiuntive dei Fondi Feasr ed Euri che fanno lievitare la dotazione complessiva del Psr della Puglia a ben oltre 2 miliardi di euro”. Ed a far dubitare l’eurodeputato salentino (che – come è noto – per il centrodestra è stato anche alla guida della Regione Puglia negli anni 2000-2005) sull’integrale capacità di spesa anche di queste somme aggiuntive, c’è il fatto che siamo alla fine di un terzo anno nefasto per l’utilizzo dei fondi europei, perché al 31 dicembre prossimo la Regione Puglia quasi sicuramente non avrà speso ciò che le è stato messo a disposizione dalla Ue, tenuto conto che le altre Regioni meridionali hanno avuto dei veri e propri exploit nella spesa dei fondi agricolo a loro destinati dalla Ue, vedi la Calabria che è al 71,12%, o la Campania che è al 61,73%. Quindi, ha affermato Fitto, “è evidente che c’è qualcosa che si inceppa a livello di struttura di Assessorato” in Puglia. Insomma, per l’ex governatore pugliese di centrodestra, sia il Covid che la questione meridionale una volta tanto non c’entrano con il mancato utilizzo delle risorse della Ue in Agricoltura. “E se in Puglia (e solo in Puglia) – ha rilevato Fitto – si sono avuti tanti ricorsi al Tar è evidente che anche questo è un problema relativo ai bandi con i quali sono state messe a disposizione le risorse”. Ricordando in fine che “al 31 dicembre di quest’anno, vale a dire fra soli due mesi e mezzo, la Puglia rischia di dover restituire all’Europa oltre 157 milioni di quota Feasr.” E sottolineando che ciò per la nostra regione “è’ già accaduto nel 2019 e nel 2020”. Infatti, Fitto ci ha tenuto ad evidenziare che “in entrambe le occasioni” e “senza grande clamore” sia lui che il collega Paolo De Castro (Pd), “per altro  (ha incidentalmente ironizzato l’ex governatore!) mettendoci la faccia su disastri compiuti da altri”, si attivarono affinchè “il Commissario all’Agricoltura Wojciechowski concedesse sia la prima che la seconda deroga” alla Puglia per i tempi di spesa di fondi già assegnati. Deroga che, come ha rammentato lo stesso Fitto, “la prima volta è stata accordata per i numerosi ricorsi al Tar, la seconda per la Pandemia”, per poi chiedersi: “…e la terza” per cosa dovrebbe essere richiesta? Ed ancora: “Quali ragioni dovremo sostenere per convincere la Commissione europea a ‘giustificare’ le eventuali incapacità e incompetenza della Regione Puglia” nell’erogare quanto ad essa destinato per il Piano di sviluppo in Agricoltura? Domanda, quest’ultima, a cui di certo non possono rispondere nè i comuni lettori, né tantomeno gli agricoltori pugliesi che pur hanno presentato domanda per usufruire di tali risorse. Ma alla quale, invece, si attendono risposte da chi guida la Regione Puglia già da sei anni o, quantomeno, dal suo assessore all’Agricoltura che almeno per il periodo di sua competenza dovrebbe essere in condizione di dare una spiegazione.

 

Giuseppe Palella

 

 

 

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