Cultura e Spettacoli

La prigionia alleata in Italia e il mito degli “italiani brava gente”

Fondazione Monti Uniti, al via il ciclo di incontri “Ché Storia”

Al via il nuovo ciclo di incontri “Ché Storia. Racconti contemporanei in Fondazione”, promosso dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia con l’obiettivo di offrire al pubblico strumenti di lettura per comprendere il Novecento e interrogare il presente attraverso il rigore della ricerca storica.Il primo appuntamento è in programma oggi alle ore 18.30 nella sala “Rosa del Vento” della Fondazione, in via Arpi 152.

Ospite della serata sarà la professoressa Isabella Insolvibile, che interverrà sul tema “La prigionia alleata in Italia. 1940-1943”. L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali del presidente della Fondazione, Filippo Santigliano, mentre a condurre la serata sarà la giornalista Mara Cinquepalmi. L’iniziativa prende spunto dal saggio della storica dedicato alla prigionia dei militari alleati nel nostro Paese, per allargare lo sguardo a questioni più ampie legate al funzionamento dei sistemi di detenzione in tempo di guerra, alle responsabilità delle potenze detentrici, al rapporto tra popolazione civile e prigionieri e alla costruzione dei miti nazionali.

Tra il 1940 e il 1943 circa 70mila soldati alleati furono infatti prigionieri in Italia. Catturati soprattutto sui fronti africani, vennero detenuti in quasi tutte le regioni italiane, all’interno di campi che costituirono uno specifico universo di cattività, ricostruito oggi per la prima volta nella sua complessità. L’Italia della Seconda guerra mondiale, secondo gli studi storici più recenti, non fu sempre in grado di rispettare pienamente i propri doveri come potenza detentrice: le difficili condizioni economiche e la miseria che colpivano la popolazione civile ebbero conseguenze anche sulla vita dei prigionieri. In alcuni casi le autorità dei campi si resero responsabili di veri e propri crimini di guerra.

La vicenda della prigionia alleata nel nostro Paese rappresenta così uno dei luoghi della memoria storica in cui si incrina il mito consolatorio degli “italiani brava gente”, restituendo una pagina complessa e spesso rimossa della Seconda guerra mondiale. Nata a Napoli nel 1978, Isabella Insolvibile è professoressa associata di Storia contemporanea presso l’Università telematica Mercatorum. Laureata con lode all’Università “Federico II”, ha conseguito due dottorati di ricerca con il massimo dei voti. I suoi studi riguardano in particolare la storia militare, la Shoah, la Resistenza, la prigionia e i crimini di guerra.

Nel corso della sua attività scientifica ha collaborato con la Fondazione Museo della Shoah di Roma e con Rai Cultura – Rai Storia. È membro del comitato di redazione della rivista scientifica “Storia e problemi contemporanei” e ricopre incarichi scientifici in diversi istituti di ricerca nazionali. Nel gennaio 2026 è stata nominata presidente dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (Irsifar). L’ingresso all’incontro è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.


Pubblicato il 5 Marzo 2026

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