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La lontra… ma quale animale da compagnia

Quella del cefalo è specie eurialina, in grado cioè di sopportare ampie variazioni di salinità. Ciò fa sì che questo pesce viva indifferentemente in acque marine, salmastre o dolci. Dunque il cefalo nuota anche nei fiumi. Anche lì, incontra nemici. A parte i soliti pescatori, esiste una specie animale che è assai ghiotta di cefali. Così ghiotta da meritarsi l’appellativo di gatta-cefala. Il nomignolo, in uso tra i pescatori e i cacciatori che una volta battevano i corsi d’acqua del foggiano, segnala confidenza che la nostra gente ha avuto con la lontra. Questo mustelide una volta era infatti frequente da noi, come un po’ in tutta Italia. Poi, tra antropizzazione e inquinamento, a poco a poco la lontra è scomparsa dagli habitat pugliesi, tanto che negli anni settanta si parlò di estinzione. E invece, malgrado la devastazione subita dai nostri pochi corsi d’acqua, la lontra era sopravvissuta. Quelle pochissime coppie rimaste tenacemente in vita hanno permesso alla specie di continuare a riprodursi sino a che nel 2004 è diventato operativo un progetto finalizzato alla conservazione della lontra in Puglia condotto dal Centro Studi Naturalistici per conto della Comunità Montana dei Monti Dauni Settentrionali. Il risultato è che oggi la colonia di lontre distribuita lungo il corso del Carapelle e in più punti del bacino dell’Ofanto è tra le più popolose d’Italia. Ciò significa, indirettamente, che i tanti interventi di contrasto al degrado del risicato patrimonio fluviale di casa nostra non sono stati vani. Ma a corrompere questa gioia, ecco riaffiorare un problema antico: il bracconaggio. La pelliccia di lontra (che è specie protetta) è molto richiesta, ma quasi introvabile. Come tale, ha costi proibitivi. Allora i bracconieri… Ma questi amabili signori possono anche rinunciare a uccidere e scuoiare queste splendide creature. Ciò non per ragioni umanitarie ma per superiori ragioni economiche. Stufa di cani e gatti ed altri animali da compagnia ritenuti troppo ‘comuni’, la gente ora non disdegna avere per casa, furetti, ricci, conigli, lemuri, lori… Adesso ‘va’ la lontra. Un altro atto contro natura. La lontra finché allo stato di cucciolo è un animale socievole quanto un cagnolino. Attenzione, però, in casa c’è luce al mattino, mentre la lontra è animale crepuscolare… E queste è la prima forzatura E poi c’è il fatto che, una volta divenuto adulto, questo animale avverte il bisogno irresistibile di allontanarsi in cerca del proprio territorio. Non potendo soddisfare in casa questo istinto, la lontra diventa ingestibile, irrequieta, anche aggressiva. Allora chi ha fatto tanto per procurarsene una nell’idea che un animale selvatico possa adattarsi ad un ambiente domestico, ha il problema di sbarazzarsene. In questi casi gli esemplari più fortunati finiscono in qualche zoosafari. Quelli meno fortunati vengono rivenduti ad altri allocchi con le stesse motivazioni adoperate dai bracconieri: E’ un atto d’amore, così si salvano questi animali dall’estinzione… Che sono poche centinaia di euro davanti alla priorità ambientale?

Italo Interesse

 

 

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