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La gigantografia “Solo braccia” sui silos dell’ex stabilimento Casillo

Oggi, sugli enormi silos dell’ex stabilimento Casillo, comincera’ la realizzazione di una gigantografia di braccia che raccolgono i pomodori. Un’opera del fotografo foggiano Alessandro Tricarico che sara’ realizzata con il contributo di Intersos. “Dal 2018 nulla e’ cambiato, continuiamo a lavorare senza diritti e a morire senza documenti”. Un ricordo, ma anche una denuncia per le condizioni di vita e di lavoro dei braccianti e per le tante violenze subite in questi anni e mai cessate. A due anni dall’incidente stradale che costo’ la vita a dodici braccianti, comparira’ a Foggia un’enorme installazione artistica – braccia di circa 30 metri che raccolgono i pomodori – sui silos dell’ex stabilimento Casillo. Un’opera dell’artista Alessandro Tricarico, che verra’ realizzata, a partire proprio da oggi, con il contributo dell’organizzazione umanitaria Intersos.Il titolo del lavoro e’ ‘Solo braccia’ e riprende la frase dello scrittore svizzero Max Frisch che trent’anni fa, parlando dei migranti italiani in Svizzera, disse: “Volevamo braccia, sono arrivati esseri umani”. Un ricordo ma anche una denuncia: “Sono passati due anni da quella strage ma non e’ cambiato niente per noi”, dicono i braccianti di Poggio Imperiale, insediamento in cui vivevano alcune delle vittime. “Continuiamo a vivere senza dignita’, a lavorare senza diritti e a morire senza documenti”.  Quel giorno sul luogo della strage i medici e i mediatori di Intersos erano presenti. “Il 6 di agosto a Ripalta, sulla statale 16, sotto quei 12 lenzuoli bianchi stesi erano coperti padri, figli, uomini visti come sole braccia, diritti negati, la sofferenza del percorso migratorio inclusa le brutalita’ della Libia – dice Alessandro Verona, referente medico di Intersos, ricordando quel giorno – persone a cui e’ stata negata la dignita’ di esistere e di essere riconosciuti dal Paese che doveva accoglierli. Persone trattate come carne da macello nello sfruttamento agricolo. Un sintomo dolorosissimo rimasto inascoltato – sottolinea Verona – cui e’ seguito il decreto sicurezza a Dicembre 2018, ed una regolarizzazione evanescente a Luglio 2020. Dove prima abitava chi ha perso la vita in quei furgoni, nulla e’ cambiato”. Solo due giorni prima, il 4 agosto, altri quattro braccianti avevano perso la vita in un incidente simile. E’ per riflettere su tutto questo che il fotografo Alessandro Tricarico, con il supporto di Intersos, realizzera’ sui silos di via Manfredonia, proprio all’ingresso della citta’ di Foggia, la gigantografia di 32×23 metri. L’opera – sara’ interamente visibile tra il 7 e l’8  – sara’ completamente in carta e quindi destinata a sgretolarsi nel tempo, proprio come la memoria di questi eventi tragici.

 

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