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La festa patronale dedicata a San Filippo Neri a Roseto Valfortore

Il lancio di pezzi di pane, formaggio e verdura; l’erogazione di latte e di vino da zampilli appositamente installati: è questo il momento più caratteristico e suggestivo della festa patronale di Roseto Valfortore, che si sarebbe dovuta celebrare martedì, 26 maggio. Un giorno che, da sempre, il borgo delle rose dedica a San Filippo Neri. Quando la statua del santo, portata in processione attraverso le vie del paese, sarebbe giunta in Piazza Castello, cittadini e visitatori avrebbero potuto assistere al perpetuarsi dell’antico rito che prevede il lancio di pane, formaggio e verdura, oltre alla somministrazione di vino e latte. E’ un momento magico, soprattutto per i bambini che, armati di buste e zainetti, avrebbero cercato di accaparrarsi il maggior numero di pezzi di pane e di formaggio, senza trascurare le verdure che sarebbero piovute dall’alto e, precisamente, dal grande balcone che si affaccia sulla piazza principale del paese. Quest’anno però tutto questo non sarà possibile viverlo, causa pandemia che ha stravolto completamente le nostre vite, le nostre tradizioni, le nostre usanze ma che in ogni caso Roseto vuole lo stesso celebrare liturgicamente, iniziando nelle nostre chiese domestiche per poi proseguire in chiesa da lunedì 18 maggio – queste le parole del parroco don Ivan Clemente –  con il via libera di papa Francesco per il ritorno alla familiarità comunitaria con il Signore nei sacramenti.

 

 

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