La diga di Occhito e le risorse idriche: convegno a Carlantino
Sessant’anni dopo l’inaugurazione del 7 maggio 1966 incontro sulle opere idriche con Piemontese, Tutolo, i sindaci dell’area e i vertici di Consorzio, Aqp e Cnr

Un’occasione rara per visitare gli impianti della diga di Occhito, scoprirne il funzionamento e conoscere più da vicino una delle opere pubbliche più imponenti e strategiche del Mezzogiorno. Oggi a Carlantino si svolge la giornata dedicata all’invaso intitolata “Occhito: un lago, la sua storia”, iniziativa organizzata dal Comune di Carlantino in sinergia con Archeotrekking Occhito e il Consorzio di Bonifica della Capitanata. Il programma prevede alle ore 15 la possibilità di visitare gli impianti della diga e osservare da vicino l’invaso che segna il confine tra Puglia e Molise. Un momento pensato per consentire ai partecipanti di conoscere il funzionamento di una infrastruttura fondamentale per l’approvvigionamento idrico del territorio.
Alle ore 17, nella chiesa della Santissima Annunziata nel centro storico di Carlantino, è in programma il convegno dedicato alla storia, al presente e al futuro della diga e delle infrastrutture idriche che riforniscono la provincia di Foggia. Nel corso dell’incontro saranno illustrate anche le novità relative alla condotta che collega la diga del Liscione, in Molise, all’invaso di Occhito.
All’incontro pubblico, parteciperanno per la Regione Puglia l’assessore a Infrastrutture e Mobilità Raffaele Piemontese e il consigliere regionale Antonio Tutolo, presidente della Commissione Agricoltura, Attività Produttive e Turismo. I lavori, moderati dal giornalista Nicola Maggio, saranno aperti dai saluti istituzionali del sindaco di Carlantino, Graziano Coscia, e della delegata comunale alla Cultura, Daniela Cafano. Giuseppe Di Nunzio, dirigente del Consorzio di Bonifica della Capitanata, e Nicola D’Ascoli, manager di Acquedotto Pugliese, interverranno sulla funzione centrale dell’invaso posto a cavallo del confine appulo-molisano.
Al convegno interverranno inoltre Gianfranco Paolucci, sindaco di Macchia Valfortore e presidente ANCI Molise; Pasquale Marchese, presidente dell’Area Interna Monti Dauni; Noè Andreano, sindaco di Casalvecchio di Puglia e vicepresidente regionale dell’ANCI; Pasquale De Vita, presidente del Gal Meridaunia. Un importante contributo al dibattito sarà fornito dalla ricercatrice del CNR Lucrezia Cilenti e dall’architetto Maria Maggio che, insieme all’archeologa Antonella Frangiosa, all’architetto Orazio Pastore e a Pasquale Capozio, presidente dell’Archeotrekking Occhito, hanno curato e allestito la mostra dedicata a tutte le fasi storiche della realizzazione e dell’entrata in funzione della diga. La galleria fotografica è allestita nelle sale espositive di Largo Taverna 13 e potrà essere visitata dai partecipanti al termine del convegno. La giornata si concluderà in serata con un buffet di tipicità locali preparato dalle ragazze e dai ragazzi della Pro Loco di Carlantino.
Sono passati sessant’anni dall’inaugurazione e dall’entrata in funzione della diga di Occhito, avvenuta il 7 maggio 1966 dopo quasi un decennio di lavori iniziati nel 1957. L’opera fu realizzata e poi consegnata al Consorzio per la Bonifica della Capitanata. Il grande lago artificiale di Occhito rappresenta ancora oggi una risorsa fondamentale per l’approvvigionamento idrico della provincia di Foggia, garantendo acqua potabile e irrigua per l’agricoltura.
L’invaso occupa circa 1300 ettari di superficie e si estende per circa dodici chilometri lungo il confine tra Puglia e Molise, interessando territori appartenenti a nove comuni: tre della provincia di Foggia, tra cui Carlantino dove si trova lo sbarramento principale, e sei della provincia di Campobasso. La diga raccoglie le acque dei fiumi Fortore e Tappino oltre a quelle del torrente Cigno e ha una capacità complessiva di circa 333 milioni di metri cubi d’acqua, dei quali circa 250 milioni effettivamente utilizzabili. Una infrastruttura strategica che continua a rappresentare un punto di riferimento per la gestione delle risorse idriche dell’intero territorio.
Pubblicato il 12 Marzo 2026



