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La città di Troia ha il suo inno ufficiale

L’opera, interpretata da due artisti dauni, due eccellenze del bel canto, il tenore Romolo Bruno e la soprano Ilaria Bellomo (in foto), è stata registrata a Lucera da Raffaele Fortunati di Combo Studios con la collaborazione del batterista Gianluca Mancini, il bassista Giuseppe Tredanari e il chitarrista Pierluigi Vannella, tre musicisti locali di prestigio. <<Abbiamo subito dato il nostro assenso al progetto presentato dall’associazione culturale ECE Musica>> dice entusiasta il sindaco, Leonardo Cavalieri <<Supportare finanziariamente e moralmente iniziative di grande valore culturale e artistico è nostro dovere, e in casi come questo un onore >>.  Testo e musica, di grande potenza emotiva, sono ispirati dal profondo legame degli autori con Troia, come spiega il compositore Andrea Casoli  <<Nasce dall’amore per la nostra città, non campanilistico, ma inteso come sentimento, passione per la propria terra. E’ la bellezza di identificarsi in una comunità, in una terra così straordinariamente ricca. Credo che il senso di appartenenza, in un momento difficile come questo, abbia un’importante funzione sociale, sia un potente collante per ridare forza alla comunità. Siamo felici che l’Amministrazione comunale abbia adottato l’opera come inno ufficiale di Troia, e per questo vogliamo ringraziare il sindaco, Leonardo Cavalieri e l’assessore alla cultura, Fausto Aquilino>>. Il vento, i lunghi colli, l’oro del grano, il maestoso rosone, l’Inno a Troia canta gli splendidi paesaggi, i magnifici monumenti, la profonda religiosità di una città indissolubilmente legata alla sua Cattedrale e ai santi patroni. Nato per celebrare il Millennio, l’inno ripercorre alcuni momenti salienti della lunga storia di Troia: dalla fondazione ad opera del Catapano Basilio Bojoannes, a Città eletta dai Papi a sede di ben quattro Concili, ed ognuno presieduto da un Pontefice (Urbano II nel 1093, Pasquale II nel 1115, Callisto II nel 1120, Onorio II nel 1127). Canta i fasti di una città potente che era riuscita ad ottenere da Papa Onorio II la Charta Libertatum; eventi straordinari come la Santa Gesta che permisero la traslazione a Troia delle reliquie dei Santi Eleuterio, Ponziano e Anastasio, e la successiva, e necessaria edificazione della maestosa Cattedrale; la distruzione della civitas per mano di Federico II. Dalla storia, patrimonio collettivo da celebrare, alla vita contemporanea. L’opera di Casoli e Lizzi si sofferma sul dramma dell’emigrazione, esaltando la malinconia, la nostalgia di chi, pur lontano continua ad amare la propria terra, la civitas. Lo chiamano “spirito d’orgoglio troiano”.

 

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