Cronaca

La carica dei 250 giovani avvocati, un contributo al turismo congressuale

Duecentocinquanta partecipanti, numerose strutture ricettive coinvolte e un significativo contributo al turismo di Capitanata nell’ultimo weekend di settembre. Si è concluso sabato scorso a Foggia il congresso straordinario dell’Aiga, Associazione italiana giovani avvocati, tenutosi per la prima volta nel capoluogo dauno. Il tema scelto per la due giorni di dibattiti è stato “Direzione Europa: riformare fuori dagli schemi”. Ai lavori di venerdì hanno partecipato diversi rappresentanti istituzionali tra cui il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Gli incontri sono tenuti nell’aula magna “Aldo Moro” del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia.
“L’aver organizzato qui il congresso straordinario è stato un giusto riconoscimento per la sezione di Foggia, che con i suoi 600 iscritti è una delle più numerose in Italia”, afferma l’avvocato foggiano Valerio Vinelli, consigliere nazionale dell’associazione. Al termine della prima serata i 250 giovani avvocati presenti al congresso, provenienti da diverse regioni italiane, hanno partecipato anche a una cena di gala organizzata nella masseria Pietrafitta di Foggia.
Il congresso si è concluso con le ultime due sessioni mattutine di sabato dedicate alla previdenza degli avvocati e a una governance unitaria dell’avvocatura, a quest’ultima è intervenuto il sottosegretario alle Riforme del Governo Renzi Ivan Scalfarotto.
“Sono lieto, come foggiano” ha detto Scalfarotto nel suo intervento “di intervenire ad un convegno che per merito dell’Aiga ha portato nella mia città tanti giovani professionisti da tutta Italia e tanti attori protagonisti del dibattito sulla riforma della giustizia in Italia.”
Il tema del convegno, “Direzione Europa – riformare fuori dagli schemi” ha offerto al sottosegretario l’opportunità di illustrare quelli che a suo avviso sono i principali ostacoli sulla via delle riforme.
“C’è quello che si potrebbe definire un bicameralismo mentale” ha spiegato Scalfarotto “dettato dalla paura di decidere, di assumersi responsabilità, di compiere scelte. L’idea che sia sempre necessaria una possibilità di riesame, una prova di appello, una qualche partita di ritorno.”
“Non meno forte” ha aggiunto il sottosegretario è il peso della sindrome Nimby (Not in my backyard), che determina un forte appoggio alle riforme, ma solo a quelle che non incidono direttamente sulla nostra sfera di interessi, che non ci costringono a metterci in discussione. Per questo il consenso che i sondaggi confermano costantemente a Renzi e al suo Governo si accompagnano a un gran numero di freni e di resistenze, con un loro costo in termini di tempo.”
“I dissensi di merito” ha concluso Scalfarotto “sono per definizione legittimi, e possono certamente contribuire a migliorare provvedimenti e proposte che intervengono su meccanismi complessi. Il confronto con le forze politiche, ma anche con le categorie e i cittadini, deve restare la stella polare dell’attività di Governo. Ma bisogna che tutti si rendano conto che star fermi è impossibile, e che se non andiamo avanti a tutta velocità andremo indietro alla stessa velocità. Per questo, non per chissà quali narcisismi, tireremo diritto per attuare, nel rispetto della democrazia, le nostre idee.”


Pubblicato il 30 Settembre 2014

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