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Improvviso “stop” alle vaccinazioni anti-Covid dei medici di famiglia

I medici di famiglia in Puglia hanno detto “stop” alla campagna vaccinale contro il Covid 19. A dare l’annuncio è stato il segretario della Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale) di Puglia, Donato Monopoli, al termine di un incontro dei dirigenti pugliesi di detta associazione sindacale di categoria. Infatti, ha affermato il dott. Monopoli: “La medicina generale pugliese non è più in condizione di continuare a dare il proprio supporto alla campagna vaccinale”. Spiegando, poi, che avevano preso un impegno con la Regione Puglia “sapendo di chiedere un ennesimo sacrificio ai medici di medicina generale per vaccinare quella parte di popolazione estremamente vulnerabile che solo i medici di famiglia, con lo strumento della medicina d’iniziativa, attraverso la chiamata attiva e la vaccinazione a domicilio, potevano raggiungere”. Perciò, ha proseguito il segretario pugliese della Fimmg, “noi e il nostro personale abbiamo lavorato tutti i giorni, compresi i sabati e le domeniche, Pasqua e Pasquetta, in un clima di profonda disorganizzazione, con pochi vaccini e una logistica improvvisata”. E nonostante questo – ha rilevato Monopoli – nella settimana dall’8 al 14 maggio i medici di famiglia in Puglia hanno somministrato 93 mila vaccini, chiedendosi: “quale hub riesce a fare questi numeri?” Il responsabile della Fimmg pugliese, continuando, ha infatti ricordato: “A marzo avevamo sottoscritto con la Regione un accordo per il potenziamento della medicina generale in termini strutturali e di personale”. “Oggi, però, a distanza di due mesi e in assenza di questi interventi, – per il dott. Monopoli – non è più possibile chiedere ai medici di famiglia, agli assistenti e agli infermieri di studio ulteriori sacrifici, in violazione di ogni norma di sicurezza e di salvaguardia dei diritti dei lavoratori”, visto che “a fronte dell’emergenza pandemica, tutti i pezzi del sistema sanitario sono stati potenziati e hanno avuto strumenti e personale, mentre alla medicina generale viene chiesto di continuare a vaccinare senza un chiaro segnale di investimento strutturale”. Difatti, il segretario della Fimmg Puglia ha inoltre rilevato che “il modello organizzativo pensato per somministrare i vaccini negli hub pugliesi prevede contemporaneamente la presenza del medico, l’infermiere vaccinatore, il personale amministrativo che cura gli aspetti organizzativi e la prenotazione degli utenti, il personale della protezione civile, gli addetti alla pulizia e alla sanificazione”. Modello, questo, che – ha affermato ancora Monopoli – “non può essere applicato alla medicina generale”, in quanto “il medico di famiglia è solo, non ha chi può sostituirlo, non può fare turni, è sempre presente e, anche quando ha personale amministrativo, è tarato sui carichi di lavoro per la gestione delle patologie e delle attività ordinarie”. E benché “la medicina generale ha consentito di salvare i nostri anziani e il personale vulnerabile”, ora se si vuole continuare, – ha sottolineato il rappresentante del maggior sindacato dei medici pugliesi – “bisogna riorganizzare il territorio e colmare quelle carenze che il Covid ha evidenziato”. Per tale motivo la Fimmg ha detto “stop” alle vaccinazioni da parte dei propri iscritti ed ha chiesto alla Regione “di aprire il tavolo di confronto in linea con l’impegno assunto nella premessa all’accordo sottoscritto il 5 marzo scorso”. Infatti, Monopoli ha poi concluso affermando che “se non si potenzia la medicina generale il sistema non regge”, perchè “un medico di famiglia pensato sul modello del medico condotto di 70 anni fa non è adeguato a un mondo che è profondamente cambiato, a carichi di lavoro aumentati, insieme alla consapevolezza dei diritti dei cittadini, che chiedono giustamente risposte ai loro bisogni di salute”. Per la cronaca riferiamo anche che nella mattinata di ieri (ndr – per chi legge martedì) i rappresentanti dei sindacati dei medici di famiglia Ooss, Fimmg, Smi e Snami erano stati auditi dalla III Commissione consiliare permanente della Regione Puglia, ossia quella alla Sanità, sul tema: ‘Modalità organizzative adottate dai medici di base nella somministrazione dei vaccini e programma vaccinale degli stessi per le prossime settimane’. Durante detta audizione rassicurazioni sulla campagna vaccinale sono arrivate dal direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro, il quale ha dichiarato che a giugno sono in arrivo 1,5 milioni di vaccini destinati alla Puglia, di cui 800mila dosi saranno Pfizer e queste potranno aiutare i medici di base a completare le vaccinazioni dei soggetti fragili loro affidati. Ma probabilmente le rassicurazioni riguardanti gli aspetti professionali di tali prestazioni, da parte dei medici di famiglia, non hanno convinto la Fimmg che successivamente, con le dichiarazioni del segretario regionale, Monopoli, si è disimpegnata dal proseguimento della campagna vaccinale e, quindi, dall’intesa raggiunta ai primi di marzo con la Regione e di cui evidentemente non si sono visti i riscontri concordati. Sta di fatto, quindi, che i medici pugliesi della Fimmg hanno annunciato di “alzare le mani” dai vaccini anti-Covid, ma a subire le conseguenze di tale astensione saranno quasi sicuramente i pazienti fragili, non ancora vaccinati o vaccinati soltanto con la prima dose, che probabilmente subiranno ritardi con l’inoculazione. Ed a molti pugliesi, però, le effettive ragioni del “ping-pong” tra medici di famiglia e Regione Puglia non sono ancora del tutto chiare. Quindi, non resta che attendere gli sviluppi della controversia che, vista l’emergenza-urgenza, non dovrebbe trascinarsi a lungo. O, almeno, così sperano i tanti pugliesi che ancora attendono di essere vaccinati dal proprio medico di base.

 

Giuseppe Palella

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