“Impennata dei materiali da costruzione. Necessario un intervento al più presto”
L’associazione dei costruttori: oltre a carburanti e bollette, servono misure ad hoc anche per i materiali non soggetti alle accise

L’aumento dei prezzi delle materie prime, causato o intensificato dal conflitto in Ucraina e dalla conseguente crisi energetica, ha esercitato un impatto marcato sul settore edile di Capitanata. Già dalla scorsa settimana e in ulteriore crescita nelle ultime ore, numerose imprese del territorio segnalano rincari significativi nei materiali da costruzione: non solo prodotti petrolchimici come il bitume, ma anche materiali fondamentali come l’acciaio, oltre ai costi di trasporto, che stanno spingendo verso l’alto le spese per nuove costruzioni e interventi di ristrutturazione.
Inoltre, le aziende edili locali hanno dovuto affrontare un aumento vertiginoso delle bollette energetiche, arrivando in alcuni casi a triplicare i costi di produzione per determinati beni. Un quadro preoccupante, descritto dal Presidente di ANCE Foggia, Ivano Chierici. Gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime si stanno manifestando in maniera pesante lungo l’intera filiera edilizia. In una zona come quella di Capitanata, già impegnata in un importante sforzo per rispettare le tempistiche previste dai progetti del PNRR, la situazione è particolarmente complessa.
Nonostante nel 2025 il settore abbia registrato segnali di crescita del comparto edilizio pari al +17%, trainato principalmente dai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’impennata dei prezzi ha imposto il ricorso a meccanismi di compensazione per gestire i maggiori costi degli appalti pubblici. Tuttavia, queste risorse compensative sono ancora in attesa di essere distribuite, vista la scarsità di fondi disponibili in cassa. ANCE Foggia avverte che, senza interventi tempestivi, le imprese potrebbero trovarsi a dover sostenere da sole gli effetti della crisi, mettendo a rischio la tenuta dell’intero settore. Nonostante le difficoltà, il comparto edile del territorio ha mostrato una certa solidità fino alla fine del 2025.
I lavori infrastrutturali e gli investimenti pubblici hanno mantenuto viva l’attività del settore, con un incremento della massa salari registrato presso la Cassa Edile. Tuttavia, il peso dell’aumento dei costi ha gravato pesantemente sui margini operativi delle imprese. Nell’ottica di proteggere stabilità e sostenibilità del comparto, ANCE Foggia auspica l’introduzione urgente di strumenti capaci di neutralizzare l’incremento del gettito fiscale generato dai rincari sui materiali da costruzione. Tali misure dovrebbero attenuare gli effetti diretti e indiretti della crisi economica causata dalle attuali tensioni geopolitiche, consentendo alle imprese di continuare ad operare senza ulteriori aggravi.
Pubblicato il 12 Marzo 2026



