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Il verde? Non include le borgate di Foggia. Il Comune corre ai ripari

Tentativo estremo di recupero per il contratto stipulato nel 2022

Finora, nel contratto stipulato dai commissari per la manutenzione del verde, non solo erano escluse le tre borgate Incoronata, Segezia a Cervaro, ma anche alcune aree del centro e altre strade periferiche. “Parliamo di un contratto che dura fino al 2025, con il suo computo metrico e la sua previsione di spesa. Andiamo verso l’estensione, secondo le norme di legge, fino all’inclusione, appunto, delle borgate”. Questa la dichiarazione dell’assessora all’ambiente Lucia Aprile che fotografa lo stato dell’arte.Ma oggi, oltre ogni proclama, questa inclusione a tutto tondo di pezzi di Foggia da curare non c’è. L’appalto da oltre 3 milioni e mezzo di euro a un consorzio di Bologna prevede anche quelle citate fra le “zone bianche”, con questo “computo metrico” è stato chiuso. Ora l’amministrazione interviene per recuperare il consentito, supportata dal Dec. “La riattivazione del servizio di manutenzione del verde nelle nostre borgate è un passo importante verso il miglioramento della qualità della vita dei residenti- dice Aprile-.  Siamo consapevoli delle difficoltà che i cittadini hanno affrontato per la mancanza di servizio indispensabile. Per questo abbiamo lavorato incessantemente per trovare una soluzione efficace e sostenibile. La cura del verde pubblico non è solo una questione di decoro urbano, ma anche di benessere comunitario e di rispetto per l’ambiente. Questa è una situazione penalizzante e lesiva delle esigenze di comunità che non poteva continuare ad essere ignorata. Attraverso una proficua interlocuzione col gestore e con il Dec incaricato, a breve saranno inserite nel contratto vigente anche le tre borgate”.Se la cura del verde nelle borgate è in fase di decollo, non sfugge che le cose non vadano affatto bene da quelle parti. Nicola Russo, vicepresidente provinciale di Idm, già consigliere comunale, si è sempre interessato di Segezia. “Siamo messi male da anni, parco-giochi malandato, erbacce, fontana che non funziona, autobus che si fermano ai margini della strada, nella terra, perché non ci sono marciapiedi e nemmeno strisce pedonali per attraversare”. Insomma, il verde è la cornice che manca rispetto a tante altre difficoltà.“Includono anche le borgate? Finalmente, direi”. Parole di Vincenzo Rizzi, del centro studi naturalistici. “Dobbiamo capire la qualità e la frequenza del servizio. Da tempo, inoltre, abbiamo segnalato la necessità di dotarsi di una segreteria tecnica, esperta di tematiche del genere, che affianchi la tecnostruttura. Questo anche perché il privato non abbia buon gioco sul pubblico”. Non è affatto convinto di quanto effettivamente esteso nel contratto il capogruppo di Fdi Claudio Amorese: “Aspettiamo di vedere le carte per capire se è una misura strutturale o meno.In consiglio comunale il 7 marzo scorso, attraverso un emendamento al Documento unico di programmazione approvato all’unanimità, chiedevamo di inserire la manutenzione del verde pubblico anche nelle borgate e nelle zone periferiche. Questa esclusione ha declassato gli abitanti di Incoronata, Cervaro e Segezia a essere dei cittadini di serie B generando, attraverso l’incuria, problemi di decoro e di igiene con il proliferare della presenza di insetti soprattutto in vista della stagione estiva”.Amorese aggiunge altri particolari che caratterizzano il disagio dei cittadini in periferia, a partire dal “distacco geografico” ma non solo. Ci sono strade, a Borgo Incoronata, prive di nomi e numeri civici che, qualche anno fa, una richiesta di Fdi al Comune di Foggia, segnalava evidenziando il disagio per corrispondenza, abitazioni ed esercizi commerciali.“Ma soprattutto- dice Amorese- queste borgate registrano la carenza di una programmazione ben strutturata e costante in termini di qualità dei servizi quali la raccolta dei rifiuti, la manutenzione dell’illuminazione e delle strade, i servizi di trasporto pubblico. Speriamo che questo accordo non si limiti ad interventi una tantum e sia cadenzato nel tempo”.

 

Paola Lucino


Pubblicato il 17 Maggio 2024

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