Cronaca

Il ruolo del docente attraverso quattro figure della scuola di Capitanata del ’900

I 150 anni di storia del Liceo Classico Matteo Tondi di San Severo

Il 10 aprile scorso, presso la sala conferenze dei Padri Cappuccini, si è svolto uno degli appuntamenti inseriti nel programma celebrativo dei 150 anni di storia del Liceo Classico “Matteo Tondi”, l’istituto più antico della città, in un incontro nato dalla collaborazione tra il dirigente scolastico Pasquale Marco Romano e Nicola Fuiano, con l’obiettivo di riportare al centro il valore del docente, figura che continua a rappresentare un riferimento fondamentale nel percorso di crescita e formazione delle nuove generazioni, chiamate a costruire consapevolmente il proprio futuro.

Dopo i saluti introduttivi del dirigente Romano e del vicesindaco e assessore alla Cultura Anna Paola Giuliani, legata all’istituto anche per averne fatto parte da studentessa e che lo ha definito “meraviglioso”, sono intervenuti il professor Raffaele Cera, docente e dirigente scolastico, oltre che autore affermato, e il professor Settimio Ciletti, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e autore di numerosi contributi scientifici pubblicati su riviste mediche internazionali.

Nel corso degli interventi, entrambi i relatori hanno riportato l’attenzione su quattro figure emblematiche della scuola del territorio: la professoressa Elisabetta Cascavilla, il professor Augusto De Sanctis, il professor Nino Casiglio e il professor Remo Fuiano, indicati come esempi significativi di eccellenza didattica e di dedizione all’insegnamento, capaci di lasciare un’impronta profonda nella formazione culturale e umana di intere generazioni di studenti.

Centrali nel dibattito sono stati i temi della passione educativa e della qualità dell’azione didattica, con il docente visto non solo come trasmettitore di conoscenze, ma come guida e punto di riferimento, in un rapporto che coinvolge anche la famiglia, chiamata a condividere valori e responsabilità nella costruzione di un percorso educativo capace di offrire ai giovani strumenti adeguati per affrontare la complessità del presente. Da qui la necessità, più volte richiamata nel corso dell’incontro, di ricostruire un’intesa solida tra scuola e famiglia, entrambe riconosciute come presìdi fondamentali di civiltà e cultura, in grado di sostenere i ragazzi nel loro percorso di crescita, evitando frammentazioni e distanze che rischiano di indebolire l’efficacia dell’azione educativa.

Numerosa la partecipazione di pubblico, segno della rilevanza del tema e della sua attualità, con un interesse diffuso verso una riflessione che riguarda direttamente il futuro delle nuove generazioni. «Ricordare figure di docenti simbolo della scuola del territorio – ha dichiarato il dirigente Romano – è importante non solo per valorizzare chi ha dedicato la propria vita all’insegnamento, ma anche per interrogarsi sul ruolo dei docenti in un momento storico complesso, in cui nessuna istituzione può affrontare da sola le sfide educative e psicologiche che i giovani si trovano ad affrontare».

Nel suo intervento, Romano ha ribadito come la scuola non possa essere considerata esclusivamente luogo di trasmissione del sapere, ma debba essere riconosciuta come una comunità educativa, la cui efficacia dipende anche dalla presenza attiva e costante delle famiglie. «Per superare fragilità, isolamento e difficoltà – ha aggiunto – è indispensabile ricostruire un patto educativo forte: scuola e famiglia non devono essere controparti, ma alleate, capaci di condividere un obiettivo comune, quello della crescita serena dei ragazzi».

Quando i giovani percepiscono una convergenza tra le figure adulte di riferimento, ha sottolineato il dirigente, si sentono sostenuti e orientati, mentre al contrario divisioni e contrasti generano disorientamento e insicurezza. Da qui l’invito rivolto alle famiglie a collaborare attivamente con la scuola, non in un’ottica di delega o giudizio, ma come parte integrante di una rete educativa capace di intercettare tempestivamente eventuali situazioni di disagio.

L’incontro, moderato dal giovane Michele Calabrese, ha visto anche momenti musicali curati da Agostino Carbonaro, entrambi studenti del Liceo Checchia Rispoli-Tondi, frequentanti rispettivamente la classe quinta B del liceo classico e la seconda D del liceo scientifico, contribuendo a rendere l’appuntamento non solo un momento di riflessione, ma anche un’occasione di partecipazione e condivisione all’interno della comunità scolastica.

 


Pubblicato il 22 Aprile 2026

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