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Il progetto di “Maia Rigenera” entra nella fase del confronto

Incontro in sala giunta a Lucera, Pitta: “Vigileremo sull’impatto ambientale”

È in fase di confronto e approfondimento il progetto dell’azienda Maia Rigenera per la modifica dell’impianto in contrada Ripatetta nei pressi di Lucera. Il compostaggio aerobico sarà trasformato in impianto di digestione anaerobica, con produzione di biometano e compost-Ieri pomeriggio, in sala giunta, è stato convocato dall’amministrazione comunale un incontro con l’azienda per un approfondito confronto.Nel 2022 l’ultima richiesta di autorizzazione dell’impianto – che sostituirebbe quello esistente per una costruzione ex novo nel medesimo luogo – è stata presentata alla Regione Puglia. “Le competenze dell’istruttoria sono della Provincia e con i tecnici dell’ente sta avvenendo l’interlocuzione. È chiaro che il parere dei Comuni e di quello di Lucera, sebbene non vincolanti, hanno un peso notevole”. Lo spiega il sindaco Giuseppe Pitta che ricorda anche le scelte dell’amministrazione nel 2018, quando era sindaco Antonio Tutolo e ci fu la protesta dei cittadini per la salvaguardia della salute. “Noi rispetteremo quegli impegni a difesa della comunità”.Circa la quantità di rifiuti da conferire, l’aumento rispetto a quanto avvenuto finora nell’impianto di 20 anni fa, continua a destare preoccupazione. “Abbiamo già dato- dice il consigliere di opposizione Fabrizio Abate-. Non siamo pregiudizialmente contrari ma 40mila tonnellate di rifiuti in più, da 131mila a 171mila è tantissimo. Non sappiamo da dove li andremmo poi a raccogliere, oltre che dalla Capitanata”.

Sul suo sito l’azienda ha risposto ad alcune frequenti domande: “L’ultima scelta progettuale accoglie la richiesta del Comune di non superare la quantità massima di rifiuti in ingresso oggi autorizzata per l’impianto esistente, pari a 177.681 tonnellate”. Dunque il limite già autorizzato è questo.

L’associazione “Lucera non tace” rivendica di “non spostare il focus del dibattito solo sul piano tecnologico sottovalutando le possibili criticità ambientali

ed urbanistiche derivanti dall’approvazione”. Quanto alle tonnellate da conferire in un impianto utilizzato da molti Comuni della Capitanata, Lnt, facendo riferimento al 2017, parla di “approvazione dell’aumento del quantitativo totale di rifiuti in ingresso a 178.000 tonnellate”. Un altro progetto è stato ripresentato nel 2022.

“Io queste cose le ho sentite – dice Pitta- ma non le ho viste scritte da nessuna parte. Non mi piace affatto l’idea di aumento dei rifiuti, ma dobbiamo preoccuparci di ridurre l’impatto ambientale e delle emissioni odorigene, oltre che valutare quello sul sottosuolo e sui trasporti”.

All’incontro per discutere di questo e di come trovare delle possibili intese fra le parte sono stati invitati, oltre che i consiglieri di maggioranza e minoranza, anche alcuni esponenti di “Medici per l’ambiente” e rappresentanti delle associazioni. Essendo un appuntamento riservato, non sappiamo quali.

“Lucera Non Tace”, tuttavia, evidenzia il “mancato coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni locali” e parla di incontro “nelle secrete stanze”. Chiede, inoltre, del futuro del territorio lucerino “se prosegue il trend, già robusto, di proliferazione degli impianti di trattamento rifiuti di varia natura”.

Marcello Sciagura, vicepresidente di Medici Regionali per l’ambiente, a proposito dell’impianto aggiunge: “Se permettiamo ai privati di andare oltre certe quantità rischiamo che i controlli siamo sempre più difficili e sul Forsu (frazione organica rifiuti solidi urbani) le possibilità sono minime, al 2%. Da questo dipende anche la qualità del compost. E comunque 171mila tonnellate di rifiuti sono già tante”.

 

Paola Lucino


Pubblicato il 11 Maggio 2024

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