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Il Procuratore Roberto Rossi: “Grave fenomeno corruzione, incide su economia e su opere pubbliche”

“Premesso ovviamente che c’è sempre il principio di non colpevolezza e che siamo nella fase delle indagini preliminari, che ci saranno valutazioni successive e un processo ma questa conferenza stampa rileva per l’ennesima volta l’esistenza di fenomeni corruttivi di fronte ai quali la Procura di Bari vuole essere assolutamente presente per poter incidere. E’ un fenomeno gravissimo, perché incide sull’economia. Si tratta in questo caso di una interferenza concreta su una serie di appalti e questo vuol dire che c’è un danno per tutti perché lì dove l’appalto viene assegnato a qualcuno che, per ottenerlo ha versato una tangente, quell’appalto non sarà mai una buona opera pubblica”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica del tribunale di Bari Roberto Rossi durante la conferenza stampa, alla quale è intervenuto in video collegamento, tenutasi questa mattina per illustrare i dettagli dell’operazione della Guardia di Finanza che ha eseguito 11 provvedimenti cautelari, dei quali tre arresti (uno in carcere e due ai domiciliari) e otto interdizioni a carico di altrettante persone accusate, a vario titolo, di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti, nell’ambito di un’inchiesta sulla assegnazione di alcuni appalti pubblici. Tra le persone destinatarie dell’interdizione dai pubblici uffici per 1 anno c’è anche Elio Sannicandro, direttore dell’agenzia regionale Asset e soggetto attuatore degli interventi per il dissesto idrogeologico. Il presidente Michele Emiliano lo ha sospeso e ha nominato come soggetto attuatore per il dissesto idrogeologico e commissario straordinario dell’Agenzia il generale della Guardia di Finanza in quiescenza Salvatore Refolo. L’inchiesta è stata condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Bari, con il supporto dello Scico (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata), che hanno eseguito le misure cautelari in Puglia, Campania, Molise e Lazio. I fatti sarebbero stati commessi nelle province di Bari e Foggia fra il mese di settembre 2019 e il febbraio 2021. Delle otto interdizioni, 6 riguardano la sospensione dall’esercizio di pubblici uffici per la durata di 12 mesi e 2 il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione sempre per 12 mesi. La procura ha definito “collaudato” il meccanismo di ‘manipolazione’ di procedure ad evidenza pubblici

 


Pubblicato il 7 Novembre 2023

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