Il Fuoco di Carlantino cancella il confine tra Puglia e Molise
Sabato 17 festa con i Maitunat di Gambatesa e gli Ndocciatori di Agnone

Il sindaco di Carlantino, il parroco, il vigile, assessori e consiglieri, personaggi pubblici e semplici cittadini: nessuno è al riparo dalla goliardia e dagli stornelli improvvisati dei Maitunat di Gambatesa. Saranno loro, insieme agli Ndocciatori di Agnone, i grandi protagonisti del “Fuoco di Sant’Antonio”, il tradizionale appuntamento in programma sabato 17 gennaio a partire dalle ore 19.
Il grande falò, attorno al quale si svilupperà la festa, farà da cornice a una serata di musica, stornelli, degustazioni e riti antichi che uniscono simbolicamente Puglia e Molise. L’evento, organizzato dal Comune di Carlantino in sinergia con la Pro Loco e il locale InfoPoint, si svolgerà nella piazza antistante la Chiesa Madre.
«Quest’anno abbiamo abbinato la tradizione dell’accensione del fuoco alla musica davvero particolare del gruppo di Gambatesa, che attira curiosi e appassionati di questi componimenti, vere e proprie forme d’arte musicale e poetica – ha dichiarato il sindaco di Carlantino, Graziano Coscia –. Sarà un’altra occasione per stare insieme e vivere la tradizione da vera comunità, richiamando il profondo legame di amicizia, vicinanza e fratellanza con il vicino Molise».
Il fascino delle Maitunat non risiede solo nel suono del bufù o dell’organetto, né soltanto nella sagacia del cantore, ma soprattutto nella capacità di raccontare, attraverso stornelli improvvisati in rima, la vita delle persone e quindi della comunità. I canti rinnovano la memoria di fatti più o meno recenti, descrivono la società che li ha generati e permettono alla comunità stessa di riconoscersi nelle proprie tradizioni. Per la durata della manifestazione, i cantori godono di una sorta di immunità simbolica che consente loro di prendere bonariamente in giro tutti, senza distinzioni.
Accanto ai cantori di Gambatesa arriveranno anche “gli uomini del fuoco” di Agnone. Vestiti con gli abiti della civiltà contadina, gli Ndocciatori sfileranno portando sulle spalle le grandi torce di legno accese, creando un suggestivo fiume di fuoco che illuminerà il borgo. Un rito collettivo che fonde religiosità popolare e tradizione cristiana, trasformando Carlantino, per una sera, in un punto d’incontro tra storie, culture e comunità dell’Appennino.
Pubblicato il 15 Gennaio 2026



