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Il Foggia festeggia 101 anni di storia con Bryan Roy ed Igor Kolyvanov

Il Foggia ha compiuto i suoi 101 anni di storia e lo ha fatto nel pieno rispetto del regole e del protocollo ieri allo ‘Zac’ festeggiando con due campioni rossoneri lo staff del CalcioFoggia1920, il suo fotografo ufficiale, Federico Antonellis il quale ha colto e scattato tutti i momenti salienti compreso quei bambini che con occhi quasi lucidi e commossi, probabilmente delle giovanili vestiti di rossonero, hanno potuto apprendere le parole sagge di due ex calciatori professionisti e di livello internazionale. I due campioni del passato rossonero, presenti per il grande appuntamento con la storia del club dauno che ricorreva ieri, erano Bryan Roy ed Igor Kolyvanov, due attaccanti che hanno regalato emozioni uniche al popolo foggiano. I giocatori, hanno avuto omaggio della divisa del Foggia ed autografato alla società e quasi sicuramente avranno fatto il loro in bocca al lupo sportivo ai calciatori del Foggia e mister Marchionni che mercoledì affronteranno la rivale Bari al San Nicola. I due ex Satanelli che hanno vinto derby anche in A con il Bari, sicuramente e senza presunzione avranno dato dei consigli a Curcio & soci, su come provare a scrivere un’altra impresa dopo aver battuto il Catania. I due ex rossoneri prima di andare allo ‘Zac’ sono stati presenti presso la Sala della Ruota di Palazzo Dogana, in Piazza XX Settembre, in occasione della conferenza di presentazione della costituenda Fondazione che avrà la denominazione de “La Capitanata dello Sport”. I due ex giocatori saranno i testimonial all’estero della Fondazione che avrà fini sociali e come obiettivo lo sviluppo delle discipline sportive e dei settori giovanili. Bryan Roy ha vestito la maglia rossonera dal gennaio ’93 e nella stagione 93’-94’. Per Roy 50 presenze e 15 gol con la maglia del Foggia. Per Igor Kolyvanov la permanenza a Foggia è durata dal 1991 al 1996 con 106 gare in rossonero e 22 gol. Roy ha vestito la maglia della nazionale olandese dal 1989 al 1995, realizzando nove reti in trentadue presenze e vincendo anche la medaglia di Bronzo agli Europei in Svezia 1992, mentre il russo Kolyvanov con la sua nazionale ci ha militato dal 1992 al 1998, segnando 12 reti in 35 presenze, vestendo precedentemente anche la maglia dell’Unione Sovietica e successivamente CSI, sino a poi appunto quella della Russia, già citata.

CENNI DI STORIA DEL CALCIO FOGGIA, TRA IMPRESE, FALLIMENTI E RINASCITE DEI DIAVOLI ROSSONERI – Come si evince anche dal sito ufficiale del CalcioFoggia, i primi calci ad un pallone, a Foggia, furono dati nel 1911 quando in città comparve l’Unione Sportiva Sardegna (“ispirata” dal sardo Marinucci) e l’Unione Sportiva Calciatori, maglia a strisce bianconere orizzontali che il 26 maggio del 1912 vinse la Coppa “Città di Foggia” trascinata da Peppino Comei, pioniere del calcio foggiano con i fratelli Tiberini, milanesi a Foggia per lavoro, che diedero vita all’U.S. Atleta. Quest’ultima fu poi “abbandonata” da diversi elementi, che a loro volta fondarono la “Maciste”, affacciatasi assieme all’U.S. Foggia di Cicolella. La chiave di volta definitiva avvenne il 12 Maggio 1920 quando, dalla “fusione” tra U.S. Atleta, Maciste e U.S. Pro Foggia nacque lo Sporting Club Foggia (dichiarato ufficialmente il 5 luglio), maglia a strisce rossonere (colori imposti dal più piccolo dei fratelli Tiberini, tifoso milanista) e il colonnello Carlo Giglietto primo presidente della storia calcistica foggiana. Anche se è nel 1909 che si hanno notizie sulla prima squadra di calcio della Capitanata, la Daunia, che sarà l’antesignana dello Sporting  Club poi divenuto (dopo la fusione con il Velo Club) nel 1928 Unione Sportiva Foggia. Una storia ricca e gloriosa a tinte rossonere che, dopo i primi due anni di inattività, inizia nel 1923: 1^ Divisione della Lega Sud, presidente Carlo Irace e in panchina Roberto Fini, uno dei pionieri del calcio locale, in campo i fratelli Sarti (Renato e Alessandro) e Peppino Comei, capitano e leader di quella squadra di lottatori, che vinceva nella polvere del vecchio campo “Pila e Croce”. Tanti sono stati i fallimenti del Foggia,ma altrettante sono state le rinascite ed i periodi quelli memorabili dal nono posto in serie A ottenuto nella stagione 1965, battendo anche l’Inter del mago Helenio Herrera, laureatosi campione del Mondo, al Foggia del patron Casillo, anche soprannominato a giusta causa il ‘re del grano’ coadiuvato dal direttore d’orchestra in qualità di diesse, Peppino Pavone, con l’immenso tecnico Zeman ed in porta il ‘Giaguaro’ Franco Mancini, al quale gli è stata intitolata la Curva Nord foggiana, al capitano Peppe Di Bari ed il tridente delle meraviglie, Rambaudi, Baiano e Signori. Ma come non dimenticarsi anche dei gol dei già citati Roy e Kolyvanov, sino al Foggia più recente, l’ultimo sotto la gestione Felleca risalito lo scorso anno dalla D, sotto la guida tecnica subentrata a campionato in corso di Ninni Corda, attuale ds e dt, ed al miracolo compiuto dai ragazzi di Marchionni (sotto la gestione della dott.ssa Maria Assunta Pintus, iniziata da fine febbraio), partiti per salvarsi in Lega Pro, invece hanno messo in cascina il primo obiettivo con un mese e mezzo di anticipo e conquistato i playoff come nona, superando con un’impresa il Primo Turno e sognando di battere gli acerrimi rivali in campo del Bari nel derby di Apulia.  Una gara secca che si disputerà mercoledì prossimo 19 maggio e chi vincerà potrà avere la spinta in più per affrontare la Fase Nazionale, galvanizzata da una vittoria pesantissima, (Ph. Calcio Foggia).

M.I.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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