Il Comune sarà parte civile, la Cgil proclama lo stato di agitazione
Cerignola. Dopo l’aggressione a un operatore ecologico. “Clima insostenibile e sicurezza a rischio”, il sindacato pronto alla mobilitazione

L’Amministrazione comunale di Cerignola esprime solidarietà nei confronti dell’operatore ecologico vittima di una aggressione avvenuta nei giorni scorsi durante il servizio. Si tratta di un episodio grave, maturato per futili motivi, che coinvolge non solo la persona aggredita ma l’intera comunità. Gli operatori ecologici svolgono un lavoro essenziale per il decoro e la salute pubblica, spesso in condizioni difficili, e necessitano di rispetto e tutela.
L’Amministrazione condanna ogni forma di violenza e ribadisce la necessità di garantire sicurezza e dignità a tutti i lavoratori impegnati nei servizi pubblici. Sotto il profilo legale, si auspica che le autorità procedano rapidamente nell’accertamento delle responsabilità e nell’applicazione delle sanzioni previste nei confronti dell’aggressore. La violenza ai danni di chi svolge un servizio pubblico rappresenta un fatto di particolare gravità che richiede risposte adeguate.
Il Comune di Cerignola annuncia l’intenzione di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale, al fine di tutelare l’immagine dell’ente, il valore del servizio pubblico e l’incolumità dei lavoratori. Nel rinnovare la vicinanza all’operatore e alla sua famiglia, l’Amministrazione invita la cittadinanza a promuovere una cultura fondata su rispetto, legalità e convivenza civile.
“Avevamo già segnalato aggressioni verbali, toni vessatori e tentativi di scontro fisico – ricorda il segretario generale della Fp Cgil Angelo Ricucci –. Avevamo evidenziato un clima diventato insostenibile e il rischio per l’integrità dei lavoratori, chiedendo interventi immediati. Le nostre richieste sono rimaste senza risposta e oggi ne vediamo le conseguenze”.
Alla luce di quanto accaduto, la Fp Cgil proclama lo stato di agitazione di tutto il personale del cantiere di Cerignola. Il sindacato sottolinea che non si può parlare di fatalità in presenza di segnalazioni già effettuate e rimaste inevase, richiamando la responsabilità gestionale e politica della situazione.
“Chi aggredisce un operatore ecologico colpisce l’intera comunità – conclude Ricucci –. La sicurezza non può essere considerata un aspetto secondario. Se non si garantisce l’incolumità dei lavoratori, viene meno un principio fondamentale del patto sociale. Siamo pronti alla mobilitazione”.
Pubblicato il 16 Aprile 2026



