Cronaca

Il Clandestino day a Cerignola, cos’ha lasciato? Basta con la tolleranza pensiamo all’integrazione, quella vera

Mentre, nella Villa comunale di Cerignola, si disputa il triangolare di calcetto  con squadre formate dagli ospiti degli alberghi diffusi, si prepara la Saletta conferenze del Comune, per ospitare un dibattito sul tema “Ognuno è clandestino, nessuno è clandestino”. Entrambi gli eventi sono organizzati, da due anni, dal settimanale Carta, in più di 50 città italiane e riguardano lo scottante tema dell’immigrazione e integrazione.  I relatori sono Domenico Lamarca (presidente cooperativa Arcobaleno di Foggi, centro interculturale Baobab e albergo diffuso), Padre Arcangelo Maira (padre scalabriniano, responsabile fondazione Migrantes di Manfredonia), Vincenzo Colucci (operatore sociale, fabbrica di Nichi) Pietro Fragasso (Libera Cerignola). Funge da moderatore, il giornalista del Quotidiano di Foggia, Stefano Campese. Il pubblico presente è composto soprattutto da extracomunitari pronti ad offrire testimonianze sulle loro condizioni precarie di lavoro e di vita nella capitanata, infatti, se da un lato, la manodopera straniera viene gestita da una rete di caporali, che pongono in essere condizioni di accoglienza e di trattamento nei confronti dei lavoratori stranieri, tali per cui non è inappropriato parlare di violazione dei diritti umani, dall’altro, ci sono quelli che si sentono defraudati del posto lavoro. A questo proposito Pietro Fragasso dice:” La raccolta dell’uva sui terreni espropriati in contrada Scarafone, ci ha dimostrato che le difficoltà oggettive di un tema, come l’immigrazione, possono essere superate se si mette al centro la persona.  Continua sull’edizione cartacea del Quotidiano di Foggia. Nelle edicole di Foggia e provincia


Pubblicato il 25 Settembre 2010

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