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Il centrodestra “decide ancora di non decidere” per il candidato governatore

Nel centrosinistra, invece, potrebbe esserci spazio anche per nomi alternativi a Decaro, poiché la coalizione sarebbe data comunque per vincente

C’è grande attesa in Puglia per conoscere l’esito dell’incontro di lunedì prossimo a Roma tra la premier e leader di Fdi, Giorgia Meloni, ed i leader delle altre principali sigle della coalizione di centrodestra, ossia Antonio Tajani di Fi, Matteo Salvini della Lega e Maurizio Lupi di “Noi moderati”, che si sono incontrati ieri a Palazzo Chigi, con un nulla di fatto, per definire le candidature a governatore nelle regioni che dovrebbero andare al voto in autunno. Il condizionale è d’obbligo, in questo caso, poiché è possibile che il governo Meloni (che finora non ha emanato il decreto per l’indizione delle elezioni regionali che, in base alla legge, devono tenersi entro 60 giorni dalla data dell’ultimo rinnovo, avvenuto – come si ricorderà il 20 e 21 settembre 2020) decida di accogliere la richiesta del presidente della Conferenza Stato-Regioni, il leghista Massimiliano Fedriga che, per una serie di ragioni, ha auspicato uno slittamento agli inizi della primavera 2026. Comunque, con o senza slittamento, in Puglia il centrodestra sembra orientato ad assegnare a “Forza Italia” l’onere di indicare il nome del candidato governatore che dovrà sfidare il rivale in pectore del centrosinistra, che dovrebbe essere l’europarlamentare Antonio Decaro del Pd. Anche in questo caso il condizionale è necessario, considerato che quest’ultimo non ha ancora sciolto la riserva ed ora sta anche tentando di imporre condizioni ai partiti che devono sostenerlo nella sua discesa in campo. Infatti, Decaro – come è noto – non ha sciolto la riserva per la candidatura alla presidenza della Regione perché non vorrebbe come consiglieri regionali della sua maggioranza in Puglia né il governatore uscente, Emiliano, né l’ex governatore Nichi Vendola, ora leader di Avs. L’ipotesi che Emiliano e Vendola possano essere candidati rispettivamente nella del Pd e di Avs non piace a Decaro, che – secondo quanto è emerso ultimamente – in precedenza aveva accettato espressamente dette candidature con un patto concordato con Emiliano subito dopo le europee e con Vendola era stato addirittura lui a richiedere la presenza dell’ex governatore nelle liste di Avs, per fare in modo che detto partito superi nella nostra regione la soglia di sbarramento del 4%, necessaria per essere ammessi alla ripartizione dei seggi dell’aula barese di via Gentile. Sta di fatto, però, che ora Decaro ci ha ripensato e ha dichiarato di non essere disponibile a candidarsi qualora dovessero candidarsi Emiliano e Vendola al Consiglio regionale. La scorsa settimana Decaro, dal palco del “Libro possibile” di Polignano a Mare, a chi gli aveva fatto presente che il governatore pugliese uscente potrebbe essere considerato un “padre politico” per lui, aveva precisato che “al più poteva essere un fratello!”. Invece, ultimamente lo stesso Decaro su Emiliano si è contraddetto perché ha confermato che è “come un padre per me”, lasciandosi andare ad una facile ma, forse, anche infelice ironia. Infatti, l’ex Primo cittadino barese ha addirittura affermato: “Ma in questo momento i figli di Emiliano sono un po’ inflazionati”, riferendosi chiaramente al nascituro che governatore pugliese aspetta dalla sua nuova compagna.  Sul veto di Decaro su Emiliano e Vendola da Roma la segretaria dem, Elly Schlein, tace ed il suo silenzio conferma che la leader del Pd evidentemente non ha alcuna intenzione di intromettersi in questa “querelle” tutta pugliese del suo partito. Quindi, il silenzio di Schlein da un lato può essere interpretato come un chiaro segnale a non voler bloccare la candidatura di Emiliano a consigliere regionale, ma dall’altro è anche la conferma a non voler intralciare il recente proposito di Decaro a voler voltare pagina con un progetto innovativo per il centrosinistra in Puglia. Un progetto che – secondo la linea nazionale della Schlein – deve rapportarsi anche alle inderogabili necessità di “campo largo” del centrosinistra che la segretaria dem sta tentando di realizzare in vista delle elezioni politiche del 2027. Un “campo largo” che per le prossime regionali della Puglia avrebbe quasi sicuramente successo con Decaro candidato presidente ma anche senza, considerato che in tutti i sondaggi il centrosinistra è dato comunque vincente nella nostra regione. A questo punto non sarebbe fantasioso ipotizzare che la “querelle” tra Decaro ed Emiliano possa anche risolversi con un cambio di candidatura al vertice della coalizione di centrosinistra. Un cambio che, per meglio consacrare il “campo largo” professato dalla Schlein, potrebbe coniugarsi o con il ritorno di Vendola (Avs) a governatore (visto chi in Campania, per la guida della coalizione, dovrebbe essere stata raggiunta un’intesa con il M5s sull’ex presidente della Camera, Roberto Fico), oppure con la candidatura a governatore del capogruppo del Pd al Senato, il pugliese Francesco Boccia. Ed in entrambe le ipotesi la candidatura di Emiliano a consigliere regionale non dovrebbe di certo essere d’intralcio.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 17 Luglio 2025

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