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Herdonia, il Parco archeologico si farà. Opere e progetti attesi da decenni

La sindaca La Torre: “Accesso non ancora possibile, lavori in breve tempo”

Da qui a poco potremo dire: andiamo a visitare il Parco archeologico di Herdonia. Con una biglietteria, un parcheggio di collegamento con il museo. Sono passati più di sessant’anni dall’inizio degli scavi e fino a ieri era impensabile”. Sono le parole della sindaca di Ordona Adalgisa La Torre che commenta la pubblicazione della gara per la realizzazione dell’opera.  La notizia, resa nota dal Ruc (Responsabile unico del contratto istituzionale di Sviluppo per la Capitanata) Nicola Gatta, riguarda il Lotto 1 a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014/2020.

La storia dell’area è lunga e controversa, fra abbandoni e riprese. Nel 2024 la senatrice Anna Maria Fallucchi comunica che il MiC ha avviato l’iter per l’esproprio di Herdonia rispondendo a un’interrogazione in cui chiedeva maggiore attenzione e un intervento per l’area. A settembre scorso ribadisce: “Il Parco Archeologico Herdonia è uno dei gioielli più importanti della Puglia settentrionale. Da troppo tempo questo patrimonio è stato ostaggio di contenziosi e difficoltà burocratiche. Oggi finalmente, grazie all’amministrazione guidata da Adalgisa La Torre, sindaco di Ordona, possiamo dire che si sono compiuti passi concreti. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio BAT e Foggia continua a monitorare e a tutelare il sito, anche imponendo ai privati interventi urgenti di conservazione. Sono già attivi finanziamenti importanti: 1 milione di euro dal CIS di Foggia per il parco archeologico, 1,5 milioni per scavi e restauro, e un altro milione dal PNC-PNRR per il progetto Appia Viarum”.

La prima cittadina ricorda in premessa: “I finanziamenti per la zona di Herdonia e Pip abbiamo rischiato di perderli e sono stati salvati da questa amministrazione appena insediata. Un lavoro importante mettendo in atto tutte le strategie possibili. Voglio mettere in evidenza che questo risultato di oggi è frutto di una grande sinergia fra amministrazione comunale, Soprintendenza e Ruc del Cis. Nicola Gatta è sempre stato attento al territorio. La Soprintendenza è intervenuta sul Castellum con un proprio finanziamento che si interseca perfettamente con il nostro. Lo dico così: stiamo costruendo un puzzle in cui ognuno mette la propria tessera. C’è una visione comune”.

 

Cosa vedremo sindaca, appena saranno terminati i lavori?

 

“Avremo l’ingresso del parco archeologico con delle passerelle che porteranno alla parte emersa. Questa dovrà essere oggetto di restauro, cosa che di qui a breve ci consentirà di fare una visita al parco archeologico fino a ieri impensabile. Attualmente non si può entrare, fino a ieri era l’area era privata, ora è stata espropriata tutta, quella emersa e non. Comunque non si può accedere da nessuna parte. Nel più breve tempo possibile bisogna eseguire questi lavori in modo da accedere e rendere fruibile quella parte del parco archeologico emersa, poi bisogna anche conservare e preservare i resti. In questi anni ma a Ordona si stanno muovendo una serie di cose, spero che tutto questo si vada a combinare nella maniera giusta”.

 

Cosa si sta muovendo?

“Abbiamo partecipato a un bando polo della Regione insieme a Foggia e San Severo. Come comune abbiamo avuto i soldi per acquistare la “Meta Chiusa”, un granaio del 1700 che si trova di fronte agli scavi, sul curvone. Quello diventerà un hub culturale importante nel paese secondo una visione turistica che in questi anni è mancata. Riqualificheremo anche la zona circostante. La gente che viene qui da fuori deve essere guidata in un percorso che passa da Ordona, non solo da Herdonia.  Con il Pnrr “Borghi storici” abbiamo acquistato un altro immobile nell’isola pedonale che diventerà un hub culturale. Lo stiamo ristrutturando, è chiaro che adesso, sulla carta, si vede poco ma sono certa che da qui a un paio di anni avremo un pacchetto culturale turistico da vendere. La persona che verrà a Ordona andrà al Castellum, al Parco archeologico, nell’ hub culturale con progettualità anche multimediali sempre legate ai reperti, alla storia. Un passo avanti enorme a 63 anni dall’inizio degli scavi. Ordona si portava dietro sempre una nota dolente, quella per cui era meglio non parlare di certe cose. Ora vediamo la luce in fondo al tunnel”.

 

Paola Lucino


Pubblicato il 10 Dicembre 2025

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