Grande successo per “La funzione Pazienza. un archivio in mostra”
30 Settembre 2022
I pentastellati chiedono un candidato presidente per il dopo Emiliano
30 Settembre 2022

Guerra al caporalato: nessuno tocchi la legge 199/2016

Caporali dei caporali: come altro definire l’ultima piaga che infesta oramai da tempo le nostre campagne, dove caporalato e illegalità diffuse sembrano impossibili da sconfiggere. E anche aumentare le ispezioni e far funzionare una rete del lavoro agricolo di maggiore qualità -così come richiesto sempre più spesso dai sindacati – sembrano panni caldi atti al massimo a sedare le ferite aperte sul lavoro. “La situazione di illegalità diffusa nelle campagne pugliesi si arricchisce di un nuovo fenomeno, il racket sul caporalato. Come altrimenti definire l’ennesimo episodio che ha visto protagonisti tre cittadini afgani aggredire un loro connazionale che accompagnava i braccianti nei campi, a conferma che intermediazione illegale di manodopera e speculazione ai danni dei braccianti resta una piaga aperta”, il commento del segretario Flai/Cgil Puglia Antonio Gagliardi, su quanto avvenuto qualche giorno fa a Massafra, nel Tarantino. Nel caso in questione, l’aggredito da due mesi aveva ricevuto pressanti richieste di denaro in funzione del numero di connazionali trasportati ogni giorno con la sua auto nei campi di lavoro. Insomma, il caporalato è un nemico durissimo da sconfiggere o almeno ridimensionare. Lo certificano i dati dell’Ispettorato nazionale del Lavoro (INL). I controlli effettuati nel 2021 hanno riguardato 117.608 aziende (l’11,6% in più rispetto al 2020), solo il 7% ha riguardato il settore dell’Agricoltura. Il tasso di irregolarità in quest’ultimo settore, a livello nazionale, resta alto, al 59%. Durante le attività ispettive svolte nel 2021 è emerso che il 44% dei lavoratori impiegati “in nero” avviene in agricoltura, a seguire industria con il 26%, terziario con il 20% e commercio con il 10%. Il 42% dei lavoratori “in nero” sul totale dei soggetti interessati da irregolarità in ambito territoriale riguarda il Sud, il 22% il Centro, il 19% il Nord-Ovest, il 17% il Nord-Est. A livello regionale, gli indici più elevati sono stati rilevati in Calabria (59%), Campania (45%), Puglia (41%). Intanto, nell’azione di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo nel corso del 2021 è stata riscontrata la percentuale più alta di vittime di sfruttamento proprio in agricoltura, costringendo le organizzazioni sindacali a tirnare alla carica, sull’argomento. Tra un mese la Legge 199 del 2016, conosciuta con il nome di legge anti-caporalato, dedicata a Paola Clemente, la bracciante morta di lavoro nel 2015 nelle campagne di Andria, avrà compito sei anni, permettendo a magistrati e forze dell’ordine di contrastare il caporalato. Certo, tracciare un bilancio sull’efficacia d’una legge è complicato, ma per dare maggior peso al contrasto all’illegalità, la politica deve fare di più. Per la Flai/Cgil “non bastano le sole azioni di contrasto, che pure hanno più volte certificato che, in diverse aree della Puglia operano associazioni criminali e imprenditori senza scrupoli per reclutare manodopera agricola, straniera come locale, approfittando dello stato di bisogno e dalla necessità di lavorare, costringendola ad accettare condizioni umilianti”. Eppure la Puglia può vantare le Sezioni territoriali della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, insediate in ogni provincia, che avrebbero dovuto consentire – se gli attori fossero stati lungimiranti – un accesso trasparente e regolare al lavoro, un corretto incrocio tra domanda e offerta di lavoro agricolo e fornire reali strumenti di contrasto al lavoro nero e sfruttato”. In Puglia le aziende ammesse alla RLAQ sono 1.275, il 20% di tutto il Paese. E Bari e Foggia, con 735 e 483, sono le prime due province italiane per numero di imprese ammesse alla Rete. Numeri comunque sottodimensionati, rispetto all’ampiezza del settore agricolo e agroindustriale in Puglia. “Ciò che ci preoccupa – incalza Gagliardi – è che nel nostro Paese si sia aperto il dibattito su un ridimensionamento della Legge 199/2016. Forze politiche di una certa estrazione e lobby trasversali vogliono cancellarla. Si tratterebbe di una scelta politica che un paese civile non può permettersi, semmai le scelte devono continuare ad essere scelte di civiltà e di contrasto a ogni forma di illegalità. In questa direzione accogliamo il provvedimento del Ministero del lavoro dello scorso 17 giugno che, con decreto, ha prorogato l’efficacia del Tavolo operativo per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Ora aspettiamo di capire le intenzioni del prossimo Governo, ma ogni arretramento sarebbe un favore alla criminalità”.

Francesco De Martino

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *