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Grano duro, nel 2026 produzione nazionale in crescita del 5%

A Foggia la filiera grano-pasta: surplus produttivo sui mercati globali e focus sull’editing genomico

Buone prospettive per la campagna 2025-26 del grano duro: la produzione dovrebbe riportare i volumi nazionali intorno alle 3,8 milioni di tonnellate, con un aumento del 5% circa rispetto alle 3,6 milioni di tonnellate della scorsa annata. Le condizioni climatiche, nel complesso, hanno sostenuto lo sviluppo della coltura nei principali areali produttivi, mentre il superamento del deficit idrico che ha penalizzato negli ultimi due anni Puglia e Basilicata rappresenta un segnale rilevante anche in chiave strutturale. Permangono tuttavia alcuni fattori di fragilità: dalla progressiva riduzione degli investimenti agronomici per via dei costi, alla diffusione di fitopatie nel Mezzogiorno – anche in relazione al minore utilizzo di semente certificata – fino alle incertezze sul piano qualitativo, in particolare per quanto riguarda il contenuto proteico.

È quanto è emerso nel corso dell’edizione 2026 dei Durum Days, l’atteso appuntamento internazionale che ha riunito a Foggia tutti gli attori della filiera grano-pasta, ovvero Assosementi, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, Fedagripesca Confcooperative, Compag, Italmopa, Unione Italiana Food e Crea, per fare il punto sulla produzione di grano attesa in Italia e nel mondo.

Le Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare la competitività della produzione italiana di grano duro. Queste tecniche consentono infatti di sviluppare, in tempi più rapidi rispetto ai tradizionali metodi di breeding, nuove varietà capaci di rispondere alle sfide climatiche, produttive e fitosanitarie che interessano il comparto cerealicolo.

A sottolinearlo è stata Assosementi, l’associazione che rappresenta le aziende sementiere e vivaistiche italiane. ”In un contesto segnato da cambiamenti climatici, crescente pressione delle fitopatie e necessità di garantire rese e qualità produttiva, le Tea possono offrire risposte concrete agli agricoltori e all’intera filiera”, ha dichiarato Davide Bacilieri, presidente della sezione Costitutori di Assosementi. ”Per poter liberare il potenziale di queste tecniche, è necessario portare a termine il percorso legislativo europeo che, dopo l’accordo in sede di Trilogo dello scorso dicembre ed il recente via libera del Consiglio, è più vicino al traguardo ma non ha ancora terminato il suo iter”, ha detto. ‘

‘Il settore sementiero ha bisogno di un quadro normativo chiaro, trasparente ed equilibrato, capace di tutelare gli investimenti e, allo stesso tempo, di consentire ai ricercatori di continuare a sviluppare varietà sempre più performanti e resilienti”, ha aggiunto Bacilieri. Nel corso dei Durum Days, Assosementi ha inoltre ribadito il valore del seme certificato e della qualità varietale come strumenti indispensabili per garantire tracciabilità, sostenibilità e valorizzazione della produzione nazionale di grano duro. ”Innovazione genetica, certificazione e qualità varietale sono i pilastri su cui costruire la competitività del grano duro italiano. Il settore sementiero è pronto a fare la sua parte, ma ha bisogno di regole certe e tempi prevedibili”, ha concluso Bacilieri.

 


Pubblicato il 20 Maggio 2026

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