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Gradimento dei governatori, crolla il consenso di Decaro

Il neo presidente della Regione Puglia sotto di ben 13 punti rispetto al suo ultimo dato elettorale

Sono trascorsi appena sette mesi dal voto alle regionali del 23 e 24 novembre scorso e meno di sei mesi da quando il neo-presidente pugliese, Antonio Decaro (Pd), si è insediato alla guida della Regione Puglia e la “Star” locale e nazionale del partito di Elly Schlein già registra un vero e proprio crollo di gradimento e, quindi, di consensi nell’Opinione Pubblica pugliese. Infatti, secondo il sondaggio “Governance Poll 2026” realizzato dalla società Swg e diffuso ieri, il successore di Michele Emiliano alla guida della Puglia, in pochi mesi di governo, registra una perdita di 13 punti percentuali nel gradimento dei pugliesi rispetto al dato elettorale conseguito a fine novembre dello scorso anno. Un dato, quello registrato dal recente sondaggio di Swg, che rappresenta inequivocabilmente un ridimensionamento significativo del rapporto di fiducia con i pugliesi.

Difatti, a fronte del 64% ottenuto alle elezioni regionali, il gradimento del presidente Decaro ora si attesta al 51% del campione di intervistati. E’ pur vero che “voto” e “gradimento” anche nei sondaggi non sono affatto parametri comparabili, ma resta il fatto che il “gradimento”, che in questo caso è un giudizio espresso a posteriori al voto, rappresenta comunque un termometro che in politica non può essere sottovalutato.

Al riguardo basti ricordare che Decaro, quando fu eletto per la seconda volta sindaco di Bari nel 2019 con il 67% dei consensi, per i primi due anni successivi alla riconferma rimase sempre al primo posto della classifica in un sondaggio analogo, mentre altri Primi cittadini, pur rimanendo sul podio, registravano una forfice al ribasso rispetto al dato ottenuto dalle urne. Per Decaro, invece, il gradimento dei baresi era rimasto inalterato, come nelle urne!

Questa volta, però, il debutto da governatore vede il presidente Decaro balzare in pochi mesi al quarto posto della classifica nazionale e, ci sarebbe da evidenziare, che non c’è stato ancora l’aumento Irpef regionale. Infatti, quando i pugliesi saranno chiamati a pagare più tasse, è possibile che non saranno più solo 13 i punti di divario nel gradimento rispetto al risultato elettorale. Anche perché, da come il successore di Emiliano ha gestito la Regione Puglia in questi primi cinque mesi di governo, non ci risulta che Decaro abbia intrapreso contromisure idonee a tagliare gli sprechi, né tantomeno che i tempi di attesa per le prestazioni nella Sanità si siano accorciati.

Anzi, per talune prestazioni pare che si siano addirittura allungati. Infatti, basta rilevare che per una visita cardiologica, al Policlinico di Bari, la prima data utile è giugno del 2029, mentre per un intervento di cataratta, prenotato ora, pare che l’attesa media sia di venti mesi, ovvero non prima di gennaio-febbraio 2028. Indubbiamente, nel citato sondaggio del 2026 di Swg, i precedenti governi della Regione Puglia (e, in particolare, quello di Emiliano!) dai quali Decaro tenta ostinatamente di prendere le distanze, stanno pesando come macigni su questo inizio di legislatura, che sta riservando alla maggioranza non pochi problemi anche in altri settori, quali i trasporti, l’ambiente, l’agricoltura e le infrastrutture. Infatti, hanno dichiarato in una nota le forze dell’opposizione di centrodestra alla Regione Puglia, “anche in questi settori, in questi sei mesi, non una sola risposta concreta è stata data, altro che programma dei primi 100 giorni!”

Pertanto, sempre a detta delle opposizioni, “la ricerca delle responsabilità di chi ha creato questi danni, perciò, non diventa solo un mero esercizio di ‘tiro al bersaglio’, ma è la necessità per spiegare ai pugliesi perché prossimamente saranno fra i contribuenti più tartassati d’Italia, con servizi sanitari fra i più bassi”. Come pure la spasmodica ricerca del neo-governatore Decaro di trovare una collocazione al suo predecessore all’interno della Regione Puglia, lo rende poco credibile, rispetto al tentativo di presa di distanza dal passato nelle pratiche di

governo della Regione, essendo ben noto il ruolo politico svolto in passato dallo stesso Decaro all’interno del Pd e del centrosinistra pugliese. Infatti, potrebbe non essere una sorpresa, se tra qualche tempo anche al Comune di Bari, quando finirà la cementificazione selvaggia e saranno esauriti i finanziamenti conseguiti a livello nazionale ed europeo, si scoprisse che la situazione dell’Amministrazione del capoluogo, dal punto di vista finanziario potrebbe non essere poi tanto diversa da quella della Regione Puglia. Una situazione che – come è noto – anche questa che non potrebbe non affondare le sue criticità nel predecessore dell’attuale sindaco Vito Lecesse. Ma questa, per adesso, è ancora un sospetto solo di alcuni cittadini baresi, perché su questo l’opposizione a Palazzo di Città finora ha taciuto.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 14 Maggio 2026

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