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“Giù le mani dalle royalties dei Monti Dauni”

Del Fondo preordinato alla promozione di misure di sviluppo economico mediante risorse derivanti da estrazione di idrocarburi, le più note royalties da idrocarburi, alla Puglia sono stati assegnati complessivamente 6.526.232,54 euro. Nella recente deliberazione della Giunta regionale dello scorso 9 dicembre 2019, le royalties venivano assegnate per il 55% alla regione a statuto ordinario e per il 15% ai comuni interessati, con i comuni che destinano tali risorse allo sviluppo dell’occupazione e delle attività economiche, all’incremento industriale e a interventi di miglioramento ambientale, nei territori nel cui ambito si svolgono le ricerche e le coltivazioni. “Dopo che 7 Comuni dei Monti Dauni guidati dal sindaco di Ascoli Satriano si sono opposti a queste misure, la Regione Puglia si è limitata a corrispondere quel minimo 15% delle royalties derivanti dallo sfruttamento dei giacimenti di metano del Subappennino, così come è previsto per legge. Il 15% verrà riconosciuto però solo in seguito con un altro atto regionale e solo dopo l’approvazione dei progetti in cui dovrà essere delineato come spendere le royalties. Come ha detto il sindaco di Ascoli Pasquale Sarcone, a cui va la mia più grande solidarietà e stima, siamo in pieno sistema feudale a guida Michele Emiliano col suo fido assessore Piemontese”. Si esprime così il consigliere comunale di Foggia Alfonso Fiore, che aggiunge: “Si tratta di una vera e propria vergogna, come possono pensare gli amministratori regionali di vincolare l’attribuzione di fondi legittimi ad una valutazione esterna? Le royalties sono un ristoro ambientale, una compensazione per le popolazioni che subiscono l’impatto ambientale delle estrazioni degli idrocarburi, non certo una concessione del Governatore e della sua Giunta. Le royalities sono risorse dei territori perforati. La Regione di Emiliano non può sottrarre le somme dovute ai Comuni dei Monti Dauni per distribuirli in sagre o per far viaggiare la propria schiera di dirigenti tra New York e Milano, con fantomatiche campagne pubblicitarie sulle orecchiette. Lo sviluppo industriale merita amministratori seri e accorti”. Conclude Fiore.

 

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