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Emiliano spalanca le porte delle discariche pugliesi ai rifiuti del Lazio?

Non c’è soltanto il presidente del gruppo di maggioranza “I Popolari per Emiliano”, Napoleone Cera, a chiedere spiegazioni al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), sull’accordo con il suo collega del Lazio, Nicola Zingaretti anch’egli del Pd, per lo smaltimento nelle discariche della nostra regione di tonnellate di rifiuti provenienti dalla Capitale. Infatti, a criticare ed incalzare il governatore pugliese, per la finora mancata informativa al Consiglio regionale dei termini dell’accordo con la Regione Lazio dello “sbarco” in Puglia di miglia di tonnellate di rifiuti urbani prodotti in quella regione, sono soprattutto alcuni rappresentanti dell’opposizione di centrodestra e pentastellata presente nell’Aula barese di via Capruzzi che sulla questione chiedono chiarezza.  Per il coordinatore e consigliere pugliese di “Direzione Italia”, Francesco Ventola, “l’arrivo e lo smaltimento in Puglia di rifiuti urbani provenienti da Roma/Lazio non può essere lasciato alle indiscrezioni giornalistiche che suscitano polemiche e perplessità”. Motivo per cui informa di aver immediatamente rivolto al presidente della Commissione Ambiente della Regione la richiesta urgente di convocare al più presto il presidente Emiliano, in quando detentore della delega sul tema, e il commissario dell’Ager (Agenzia regionale sui rifiuti), Gianfranco Grandagliano. Inoltre, il responsabile del partito di Fitto, ha fatto presente che non è la prima volta che, nel settore rifiuti, i consiglieri pugliesi vengono messi al corrente da indiscrezioni di stampa. Ma – per Ventola – questo è “un modo di operare”, da parte degli addetti del settore, “che non sembra molto corretto nei confronti delle Istituzioni” di cui i consiglieri regionali sono parte. Un’analoga lamentela è stata espressa dal consigliere di centrodestra Giannicola De Leonardis, che con una nota ha affermato: “Il mancato completamento del ciclo dei rifiuti era e rimane una delle principali criticità ed emergenze della Puglia, non adeguatamente affrontata dalle precedenti e dall’attuale giunta regionale”. Motivo per cui l’ex consigliere di Ap si dichiara “stupito della richiesta di Zingaretti di smaltire proprio nella nostra regione i rifiuti eccedenti della Capitale, e della trattativa che sarebbe in corso, della quale il consiglio regionale è tenuto all’oscuro”. Infatti, per De Leonardis, prima di accogliere i rifiuti laziali andrebbe fatta “un’opportuna analisi dei benefici e dei costi per le nostre comunità”, che è “prioritaria rispetto al principio di solidarietà tra Regioni”, perché le piramidi di rifiuti ben visibili lungo la tratta Foggia – Bari, per fare solo un esempio, alimentano ulteriori e fondate perplessità che e in ogni provincia della Puglia la situazione è già al limite. Inoltre, ha pure rilevato De Leonardis, “l’assenza da mesi di un assessore all’Ambiente aumenta il disorientamento e i ritardi in un ambito così delicato”. Quindi, la risposta logica della Puglia a Zingaretti, sempre secondo l’esponente foggiano eletto nel 2015 in Ap, dovrebbe essere un cortese e chiaro ‘No, grazie’. Invece, per lo stesso, qualora fosse considerata  un’opportunità vantaggiosa e irrinunciabile, discuterne in Consiglio è opportuno e doveroso, sia per rispetto verso i componenti dell’Assemblea che della comunità pugliese. Ma a dire “No” ai rifiuti laziali in Puglia è anche il gruppo degli otto consiglieri pugliesi del M5S, che con una nota hanno affermato: “E’ assurdo pensare di accogliere rifiuti da altre regioni quando in Puglia si è fatto poco o nulla per chiudere il ciclo dei rifiuti”. Al coro dei consiglieri regionali pentastellati si sono uniti anche i parlamentari del M5S Puglia che nel ribadire la contrarietà ad accettare gli scarti “provenienti dalla Regione Lazio”, hanno aggiustato anche il tiro politico del Movimento, sostenendo: “Emiliano rischia di aprire le porte all’incapacità della Regione Lazio la cui inadeguatezza nel pianificare il ciclo dei rifiuti regionale oggi rischia di mettere in seria difficoltà l’amministrazione capitolina”. Infatti, per i parlamentari pugliesi del M5S, la decisione di Emiliano di aprire le porte ai rifiuti del Lazio è una “scelta politica” che “continuerà ad ingrassare le casse dei proprietari privati delle discariche che già da tempo giovano di ingenti introiti, dato che la Puglia è notoriamente coacervo di rifiuti interregionali provenienti da tutta Italia”. “Basti pensare – ha ricordato i grillini – che nel solo 2016, quasi mezzo milione di tonnellate di rifiuti smaltiti in Puglia provenivano dalla Campania”. Un altro pesante affondo al governatore pugliese è stato lanciato dagli otto pentastellati della Regione che, nell’accusare Emiliano di non aver fatto nulla di quanto promesso nella campagna elettorale del 2015 circa la strategia a rifiuti zero, è stato anche additato di dedicare “purtroppo” poco tempo ad  “occuparsi del nostro territorio, perché troppo impegnato nelle questioni che riguardano il suo partito”. Ed il sospetto in questa vicenda, avanzato in modo esplicito dallo stesso consigliere Crea che è nella maggioranza, è che la mano tesa di Emiliano al suo collega della Regione Lazio, oltre che di partito, possa essere la non dichiarabile contropartita di rifiuti in cambio di reciproco sostegno nella guerra intestina al Pd contro l’ex segretario-premier Matteo Renzi. Se così fosse effettivamente, i pugliesi avrebbero molto di cui ridire.

 

Giuseppe Palella

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