Emiliano si ritira, ma a Decaro non basta e vuole fuori anche Vendola
L'ex Primo cittadino, ora "candidato in pectore" del Pd per la guida della Puglia, non si accontenta della rinuncia di candidatura del suo primo datore di lavoro in politica e auspica anche il ritiro del leader di Avs

Il presidente uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano, non più ricandidabile a governatore perché già al suo secondo mandato, ma che da mesi, però, aveva annunciato di voler correre per un seggio da “frate semplice” nell’aula barese di via Gentile, sarà invece fuori dalla partita delle regionali. A dare l’annuncio, nel tardo pomeriggio di ieri, è stata la segretaria del Pd, Elly Schlein, che con una nota ha dichiarato: “Ringrazio Emiliano per essersi messo con generosità a disposizione del partito e per aver deciso di non candidarsi alle prossime regionali”. E, proseguendo, ha aggiunto: “Continuerà (ndr – Emiliano) a dare un contributo imprescindibile alla costruzione del futuro della Regione, essendo stato protagonista in questi dieci anni da presidente di una fase di straordinario sviluppo e innovazione in Puglia”. Pertanto, ha sottolineato la segretaria dei dem, “tutto il Partito democratico gli è riconoscente per il grande servizio svolto per la comunità e siamo certi che la sua competenza continuerà a essere una risorsa importante per noi, ben oltre i confini della Regione che ha guidato in questi anni”, precisando che Emiliano “aiuterà anche a scrivere una pagina nuova nel futuro della Puglia accanto alla coalizione progressista che stiamo costruendo e alla candidatura più competitiva che possiamo mettere a disposizione”, ossia “quella di Antonio Decaro, che ha già dimostrato a Bari le sue grandi doti amministrative”. Intanto nel centrosinistra pugliese il teatrino intorno alla candidatura di Decaro a governatore non è ancora concluso, ma prosegue sul veto posto dal candidato “in pectore” sulla candidatura di un altro ex presidente della Regione, Nichi Vendola. Infatti, dopo l’annuncio di Schlein che “Decaro è il candidato più competitivo” e che Emiliano per tale ragione Emiliano ha rinunciato a candidarsi a consigliere regionale, lo stesso Decaro, nel ringraziare il Partito Democratico per la fiducia e per il lavoro fatto in queste settimane nella costruzione della proposta politica per la Puglia 2030, ha dichiarato di augurarsi “che lo stesso gesto di generosità possa arrivare anche da Nichi Vendola e da Avs”, che considera “alleati fondamentali per il governo della Regione, in modo da avviare la campagna elettorale e di tornare finalmente a parlare dei temi che interessano i pugliesi”. Al presidente uscente della Regione il “quasi candidato governatore” del centrosinistra ha invece rivolto parole di stima e ringraziamento per la decisione di non candidarsi. Infatti, ha affermato Decaro: “A Michele Emiliano, che ha scelto di non candidarsi al consiglio regionale, va la mia stima e la mia gratitudine per avere, generosamente, fatto un passo di lato. Lui resta per me un protagonista assoluto della storia nuova che si è aperta vent’anni fa, a partire da Bari e poi in tutta la Puglia. La sua esperienza e la sua collaborazione saranno preziose per immaginare insieme il futuro di questa terra”. Ma se Emiliano ha deciso di fare un passo di lato per creare problemi all’interno del Pd pugliese e spianare la strada alla candidatura di Decaro a governatore, Avs sul punto finora è ancora irremovibile. Infatti, da fonti interne a detto partito il commento alla notizia data da Schlein è stato: “Bene la candidatura di Decaro, ma non accettiamo veti su Vendola”. Infatti, l’ex governatore pugliese a stretto giro, dal palco di Reggio Emilia della Festa nazionale dell’Unità, dove stava presentando il suo ultimo libro, ha commentato l’auspicio di Decaro affermando: “Non c’entra niente la generosità, c’entra l’autonomia dei partiti, c’entra il primato della politica. Io sono il presidente di Sinistra Italiana, che è un altro partito e rispondo alla mia comunità politica. E quindi se la mia comunità politica mi ha chiesto di impegnarmi nelle forme in cui me lo ha chiesto o me lo chiederà, io sono a disposizione”. A questo punto è d’obbligo l’interrogativo: “Come finirà il teatrino dell’assurdo che Decaro, Emiliano e Vendola stanno mandando in scena nel centrosinistra pugliese?” Di certo venerdì 5 settembre Schlein sarà a Bisceglie, insieme a Decaro, sul palco della Festa regionale dell’Unità e per quella data dovrebbe aver sciolto anche il “nodo” politico con Avs, se vorrà presentare Decaro come candidato governatore dell’intera coalizione del centrosinistra. Diversamente il “gioco delle tre carte” è destinato a continuare, anche se solo per pochi altri giorni ancora, seppur non più con tre bensì con due solo “carte”. Sapendo, però, che da tale ultima partita dovrebbe uscere un solo vincitore. Ossia Decaro o Vendola. Perché se a non perder fossero entrambi, una conclusione politica peggiore il Pd di Schlein (ma soprattutto Decaro, che- come è noto – è un autentico “sottoprodotto” politico di Emiliano) al governatore uscente non avrebbero potuto riservare.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 3 Settembre 2025



