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Emiliano annuncia l’istituzione del Consiglio delle autonomie

In attesa dell’esito elettorale di domenica prossima, il Presidente della Regione, Michele Emiliano, ha rivelato il suo piano di fine legislatura per la Puglia.  L’obiettivo dichiarato da Emiliano è completare il mandato lasciando il segno con una vera e propria rivoluzione. Infatti, in un’intervista rilasciata ieri a Tg Norba, il governatore pugliese ha affermato: “Sto progettando il futuro della Puglia e delle città pugliesi”, poiché nelle sue intensioni è “varare una riforma della macchina amministrativa regionale e degli enti locali”, applicando l’articolo 45 dello Statuto regionale che prevede la creazione del Consiglio delle autonomie. Ossia una cabina di regia interistituzionale al cui interno confluiranno i Comuni come parti organiche della Regione. Il Consiglio delle autonomie sarà suddiviso in tre macro zone pluri-provinciali denominate “Terra d’Otranto”, “Terra di Bari” e “Capitanata”. L’organismo – secondo il progetto del governatore pugliese – sarà snello e veloce, per migliorare la governabilità e la cooperazione territoriale, creando sinergie e scambi di buone prassi. Il consiglio, infatti, dovrebbe lavorare su un elenco di materie ad alta priorità, quali l’ambiente, salute, aerospazio, sport, turismo esperienziale, investimenti esteri, blu economy, acqua, energie alternative, idrogeno, cantieri navali, porti, crociere, arte contemporanea, bellezza e paesaggi, mare pulito, industria militare e della sicurezza ed eguaglianza e giustizia sociale. Un disegno ambizioso che Emiliano intende illustrare alla coalizione di maggioranza presente in Consiglio regionale, cioè Pd, “5 Stelle” e liste civiche, subito dopo il voto di domenica prossima di rinnovo del Parlamento. A seguire ci sarà l’esame ed il dibattito in Consiglio per l’approvazione di un documento politico condiviso che fungerà da bussola per i prossimi tre anni, ed alla fine di detto percorso Emiliano intende procedere ad un rimpasto di giunta. All’annuncio del governatore pugliese di istituzione del Consiglio delle autonomie dal fronte delle opposizioni gli ha fatto eco favorevolmente il capogruppo de “La Puglia Domani”, Paolo Pagliaro, che in una nota ha affermato: “Tornare all’antico è la via maestra per guardare al futuro”. Infatti, ha commentato lo stesso Pagliaro: “Sentir declinare la Puglia finalmente in identità e territori, con l’obiettivo dichiarato di valorizzarne le molteplici singolarità e peculiarità, è musica per le mie orecchie”, poiché “nel progetto di riorganizzazione della macchina amministrativa della Regione pensato dal presidente Emiliano tornano dunque protagonisti tutti i territori suddivisi in quelle tre macro aree disegnate dalla storia e dalla geografia: Terra d’Otranto, Terra di Bari, Capitanata”. “L’ho scandito fin dal mio discorso di insediamento in Consiglio regionale – ha poi ricordato il capogruppo de “La Puglia Domani” – e ho ribadito in ogni occasione utile che bisogna dare attenzione a tutti i territori, rimetterli in equilibrio, sanare la distorsione di politiche baricentriche che hanno marginalizzato gli altri territori, dal Salento fino al Gargano”. Infatti, ha concluso Pagliaro: “Sarà una rivoluzione utile e produttiva, ne sono convinto”, poiché “riallacciare il legame con i territori e gli enti locali, ridare centralità ai loro bisogni e al contributo che ciascuno può dare, è una visione finalmente aperta di Puglia, che servirà a ridare slancio allo sviluppo e a far tesoro di ogni risorsa, economica, umana e materiale”. Ed in attesa di conoscere nei dettagli il progetto del presidente Emiliano, il capogruppo della civica di opposizione ha auspicato che il Presidente della giunta pugliese voglia condividere tale progetto “con l’intero Consiglio regionale, perché solo dalla più ampia partecipazione e condivisone potrà partire il vero rinnovamento di questa amministrazione regionale che i cittadini attendono e di cui abbiamo tutti bisogno”. A guardare con attenzione su quanto annunciato dal governatore Emiliano è la comunità periferica a nord di Bari, ossia quella di Palese e Santo Spirito, che da decenni aspira ad avere un’indipendenza politico-amministrativa da Bari e che con i suoi oltre 30mila abitati – come è ormai noto – punta alla costituzione in Comune autonomo. Infatti, come si ricorderà, già nel 2010 approdò in Consiglio regionale un disegno di legge che, a seguito di un referendum con circa l’80% di “Sì” al distacco da Bari, avrebbe dovuto rendere Comune a sé l’intera ex Prima circoscrizione di decentramento barese, cioè Palese e Santo Spirito per l’appunto. All’epoca, – come si ricorderà – a far naufragare la legge fu l’allora Primo cittadino del capoluogo ed ora governatore, Emiliano, che con la trasformazione delle vecchie Circoscrizioni in Municipi aveva assicurato un rilancio dell’inesistente decentramento barese ed una sua effettiva applicazione. Decentramento che – come è noto – non è mai realmente avvenuto e che a distanza di oltre 12 anni non si è ancora realizzato e difficilmente sarà mai realizzato, considerato le peculiarità cittadine baresi. Ciò che invece si è finora realizzato è – come è ormai anche noto – una dilazione notevole dei costi dei politici presenti nei 5 Municipi di decentramento baresi. Istituti questi, tra l’altro, dal 2010 neppure più obbligatori per legge nei Comuni con più di 100mila abitanti, ma “facoltativi” per le sole realtà con oltre 250mila abitanti. Quindi, se il governatore Emiliano con il progetto di riforma amministrativa e riordino anche territoriale degli enti locali pugliesi dovesse effettivamente riuscire a dare dignità istituzionale a territori come Palese e Santo Spirito, che da sempre hanno tutte le condizioni perché si realizzi rapidamente un obiettivo di sviluppo perseguito da tempo da tali comunità, allora anche il suo annunciato programma di valorizzazione e rilancio delle diverse particolarità locali potrà avere un riscontro essenziale nella realizzazione di realtà pugliesi di stampo e respiro europeo. Come è auspicabile che sia davvero al tempo d’oggi.

 

Giuseppe Palella

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