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Emiliano ai medici: “Svuotate i frigoriferi e vaccinate tutti, priorità per i fragili”

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante tre incontri in videoconferenza, rivolgendosi ad oltre 300 medici di medicina generale della Bat, Lecce e Brindisi, ha dichiarato: “Mi raccomando, svuotate i frigoriferi e vaccinate tutti, con la priorità naturalmente per i fragili”, perché ciò “che importa – per il governatore – è non tenere le dosi in frigorifero”, ma “usarle tutte”. Insomma, l’ordine di Emiliano ai medici pugliesi è stato perentorio al pari di quello del comandante di una nave che sta imbarcando acqua da tutte le parti e rischia di affondare, per cui la disposizione è di svuotare il più rapidamente possibile tutte le stive. Infatti, il presidente della Regione ha anche detto ai professionisti che “per accelerare la campagna vaccinale serve il contributo fondamentale, diagnostico e di vicinanza, dei medici di base”, perché questi ultimi conoscono meglio di chiunque altro le fragilità dei propri assistiti. “Serve – ha sottolineato inoltre Emiliano – uno sforzo intenso anche per le vaccinazioni a domicilio, dove le aspettative devono essere assolutamente soddisfatte”, perché questo è il momento in cui, per il governatore, bisogna essere “in sintonia, per saldare il sistema della medicina territoriale”, in quanto “occorre azzerare le distanze con le Asl e aggiustare giorno per giorno tutto ciò che ci impedisce di dare risposte ai nostri concittadini”. “E’ chiaro – ha concluso Emiliano – che siamo in una fase nella quale dobbiamo programmare tutto, ma valgono le regole della battaglia. Cioè chi ha più energia va sostenuto dalla Asl e va messo in condizione di fare più del previsto”.A far scattare questi appelli del governatore pugliese sono state verosimilmente le drammatiche notizie che giungono alla Regione dal “fronte” emergenziale Covid pugliese, dove negli ultimi giorni tutti i sindacati dei medici si sono fatti sentire con una lettera inviata sia alla Regione stessa che, soprattutto, al ministro della Salute, Roberto Speranza ed alla Protezione civile nazionale, oltre che al prefetto di Bari, Antonella Bellomo e al sindaco della Citta’ Metropolitana di Bari, Antonio Decaro. per chiedergli di “farsi carico della sempre più grave situazione assistenziale pugliese”. Infatti, in un documento firmato da Anaao Assomed, Aaroi Emac, Cimo, Fassid, Fed Med Cisl, Fp Cgil Medici, Fmv, Fesmed, Uil Fpl Medici ed inviato, oltre che al governatore Emiliano, anche al Ministero della Salute e alla Protezione civile nazionale, è stato chiesto di “farsi carico della sempre più grave situazione assistenziale pugliese”, affiancando la Regione “nel reclutamento di personale specializzato o, in secondo ordine, specializzando in anestesia e rianimazione, anche da altre regioni o dall’estero”. Per i sindacati dei medici pugliesi, “la Puglia è maglia nera nella lotta al Covid”, poiché “i contagi non diminuiscono, la vaccinazione di massa arranca, il contact tracing è da tempo saltato e, soprattutto, aumentano in maniera esponenziale i ricoveri in Terapia intensiva ben oltre la media nazionale, con un numero sempre crescente di decessi”. Infatti, i sindacati della dirigenza medica pugliese si sono anche dichiarati pronti alle denunce penali se “nei prossimi giorni dovesse verificarsi un’ulteriore riduzione dei livelli essenziali di assistenza nelle Terapie intensive regionali”. Per questo le sigle sindacali innanzi citate hanno chiesto alla Regione Puglia anche una serie di correttivi nella gestione dell’emergenza Covid e, soprattutto, del Piano ospedaliero, nella convinzione che sia necessario trovare anestesisti rianimatori che vadano a supporto di quelli attualmente in servizio e impegnati in super lavoro, alla luce dell’aumento dei posti letto in Rianimazione. In particolare, per quanto riguarda la situazione dell’ospedale Covid nella Fiera del Levante, a Bari, i sindacati hanno denunciato che la struttura “è al collasso”, perchè “la pressione sulle terapie intensive della stessa mette in ginocchio tutti gli operatori sanitari, impegnati a gestire un numero di pazienti altamente critici di gran lunga superiore rispetto a quelli preventivamente attivati come posti di rianimazione”. “I medici – si legge inoltre nella denuncia dei sindacati – sono costretti a trasferire i pazienti in altre strutture oppure, cosa altrettanto grave, ad utilizzare altri posti letto di rianimazione presenti nella struttura ma non attivati, in assenza di specifico personale specialistico medico dedicato a tali ulteriori posti letto”. Infatti, secondo i medici, “la situazione si aggrava di ora in ora”. E per tale ragione hanno già chiesto alla Regione Puglia di “gestire l’ospedale in Fiera”, non lasciandolo solo sotto la direzione dell’ospedale consorziale Policlinico di Bari, perché solo “la Regione ha gli strumenti per reclutare con estrema urgenza gli indispensabili specialisti in anestesia e rianimazione”. Mentre a chiedere alla Regione Puglia e alle
sei Asl pugliesi, attraverso un documento inviato al governatore Michele Emiliano, all’assessore Pierluigi Lopalco e ai direttori generali, il potenziamento del servizio delle Usca (Unità sanitarie di continuità assistenziale) e la tutela della sicurezza dei medici e operatori che ci lavorano, nonché la riduzione della burocrazia che impedisce di svolgere in pieno la funzione di medico e il rafforzamento della specialistica ambulatoriale della medicina territoriale, sono stati i sindacati dei medici di Cgil Fp, Smi, Snami, Simet e Ugs. Tali sigle sindacali hanno chiesto, inoltre, sicurezza nei centri vaccinali. Infatti, hanno scritto che “l’intersindacale medici prende atto dell’apertura da parte delle Asl della campagna di vaccinazione anti Covid con l’ingresso in campo di tutti i medici di medicina generale e il coinvolgimento, finalmente, dei tanti medici di famiglia che hanno dato la propria disponibilità a vaccinare negli Hub e nei centri vaccinali fuori dei propri ambulatori e al di là degli orari standard per l’assistenza dedicata ai propri pazienti”. Però, loro “unica reale preoccupazione” è “la partenza organizzativa e la sicurezza sui posti dove il medico e il paziente si incontreranno”. In definitiva, le denunce dei sindacati dei medici a Regione e Ministero della Sanità ed il recente appello dello stesso governatore Emiliano ad incrementare le inoculazioni giornaliere anti-Covid fino ad un rapido esaurimento delle dosi giacenti quotidianamente nei frigoriferi sono il sintomo evidente di quanto sia grave l’emergenza sanitaria nella nostra regione. Una gravità che, ancora una volta, ha portato l’opposizione di centrodestra della Regione, in particolare il Gruppo dei sei esponenti di “Fratelli d’Italia”, a ribadire che “è tempo di commissariare la gestione del Covid in Puglia”, prima che la situazione emergenziale si aggravi ulteriormente. Una richiesta, questa, finora non presa in considerazione dal Governo centrale ma che, qualora la situazione non dovesse migliorare nelle prossime settimane, potrebbe diventare quasi inevitabile da parte del governo Draghi, se vorrà evitare che in Puglia l’emergenza possa andare del tutto fuori controllo.

 

Giuseppe Palella

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