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Dopo quasi vent’anni potrebbero ripartire gli scavi nell’area archeologica di Herdonia

Dopo 19 anni di stop, il cantiere archeologico di Herdonia, potrebbe presto riaprire i battenti ed inaugurare una nuova stagione di fermento culturale, come quei quarant’anni che, dal 1962 in poi, permisero di portare alla luce importantissime testimoniante storiche celate sotto 4 ettari di terreno, in agro di Ordona. L’ultima campagna di scavi risale al 2000.
Presto, però, gli archeologi potrebbero tornare al lavoro. Il presidente della Repubblica, Mattarella, ha, infatti, respinto il ricorso della proprietaria del sito, Ambretta Cacciaguerra, che si opponeva all’esproprio dei quattro ettari in cui, dal 1962, gli studiosi riportarono alla luce, nelle campagne di Ordona, i resti di una città romana. Altri 20 ettari erano già stati acquisiti dal demanio pubblico. “C’è tutta una città da scavare: se in 40 anni di studio sono stati indagati 4 – 5 ettari, abbiamo avanti a noi una stagione di 150 anni di scavi, alternando intere generazioni di archeologici”, coì il prof. Volpe, che prefigura già i possibili sviluppi: “Herdonia può tornare ad essere un grande cantiere-scuola per ricerca, formazione . Ma si tratta di un grave errore, secondo la proprietaria del terreno, poiché Herdonia rischia di fare la fine di altre aree archeologiche del Foggiano mal tutelate dallo Stato, come Faràgola, la Tomba delle Medusa e Arpi.

 

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