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Dopo oltre 10 anni di abbandono, al via i lavori su ex asilo al Cep

Marco Pellegrino: “Periferie da valorizzare, non solo la parte nord”

È cominciato il recupero dell’ex scuola materna comunale Giovanni XXIII, in via Petrarca (Cep). Il programma di riqualificazione urbana “Da periferia a periferia” prevede la fine dei lavori in 434 giorni circa, (così recita il cartello all’ingresso del cantiere) per 1milione 276mila euro di opere. L’asilo è stato demolito in quanto irrecuperabile, insieme a tutti i suoi impianti. Un agronomo, inoltre, ha censito i vari pini che lo circondano, alcuni dei quali giudicati “pericolanti” nonché a ridosso di abitazioni che lo lambiscono da un lato. La costruzione ospiterà degli alloggi temporanei e il potenziamento della Protezione civile i cui uffici si trovano in via Manfredonia. “Alloggi popolari”, tuttavia, non nel senso di case destinate all’emergenza abitativa in generale ma “stanze” da riservare ai cittadini foggiani in caso di necessità. Un esempio, per capirci, è l’evacuazione da via Spalato e circondario avvenuta quest’anno. In un caso del genere, questi ambienti potrebbero risultare utili, per quanto limitati a una trentina di persone. Sarà una costruzione bassa, non proprio una scatola rettangolare ma con un po’ di gioco, rispettando la fisionomia originaria della struttura all’interno di un quartiere che, più o meno, la mantiene in quanto ad altezza dei palazzi. Si lavora a pieno ritmo, da quanto abbiamo potuto constatare, anche con un generatore di corrente elettrica perché il cantiere non avrebbe ancora la luce dal Comune.

La struttura si trovava in stato di abbandono e degrado da oltre 10 anni, da quando, cioè, venne dichiarata inagibile nell’anno 2013, viste anche alcune occupazioni abusive. Oggetto di vandalismi, incendi, furti, nonché ricettacolo di immondizia ed erbacce, in condizioni igienico-sanitarie alquanto precarie, è rimasto a lungo nella totale incuria. Il Quotidiano di Foggia ha puntato i fari su questo scempio in vari articoli.

Per tornare all’emergenza abitativa, molti i problemi irrisolti al Cep, dagli alloggiati presso i locali dell’ex circoscrizione S. Lorenzo ai container nel Campo degli Ulivi. Una questione che, come abbiamo avuto modo di riportare ascoltando i sindacati degli inquilini, dipenderà dallo scorrimento delle graduatorie per gli assegnatari. L’ultimo bando è stato pubblicato con un anno e mezzo di ritardo, ne richiederà -questa la richiesta al Comune- uno “suppletivo” per via degli svariati errori nella presentazione della domanda. Circa i tempi di risoluzione problemi, sono tutti da verificare.

Ma al Campo degli Ulivi qualcosa si potrebbe fare, dice Marco Pellegrino, consigliere comunale, che conosce bene la zona: “I container si trovano intorno al campo, quindi incidono fino a un certo punto. Si può pensare di sostituire la terra battuta con erba sintetica e sistemare la zona intorno piena di erbacce. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ne abbiamo parlato in commissione qualità della vita e la settimana prossima avremo con noi l’assessore Di Molfetta in audizione”.

Abbandonato a se stesso da un ventennio, a poca distanza dall’asilo demolito, c’è il campo di calcio di S. Paolo, vincolato da una particella che non si riesce a espropriare: “Abbiamo pensato in commissione di agire comunque, laddove è possibile. Quell’area piena di paglia secca è molto pericolosa, spesso è andata a fuoco. Non è mai stato un campo omologato a 11, ma è possibile farci due campi di calcetto. Questo per non tenerlo in queste condizioni”.

Non solo, anche la zona della Macchia Gialla è oggetto di consultazioni, in particolare il ‘Parco atleti azzurri d’Italia’. “Ho trovato molta disponibilità da parte dell’assessore Amatore per organizzare anche qui degli eventi- dice Pellegrino- migliorando l’arredo, la funzionalità della fontana. Non si può pensare di organizzare tutto o a Parcocittà, a Parco S. Felice o in villa, le periferie devono essere valorizzate tutte”.

Il suo modello è quello di “Croci Nord”, che dovrebbe essere inaugurato a breve e prevede, oltre al campo a 11 omologato dal Coni, aree attrezzate per tanti altri sport. Insomma, un progetto ampio di riqualificazione urbana che al Cep non è mai arrivato ma per cui si studia. “Mancano alcune cose importanti, inoltre, sulla segnaletica orizzontale e verticale. Ci sono strade, mi hanno detto, dove sfrecciano le macchine ad alta velocità. Non ci sono dissuasori (non sono a norma in alcuni tratti) ma potrebbero pensare a dei segnalatori luminosi”.

Ultimo punto, il vialone che dalla zona Salice immette in via Parini.“Un incrocio sempre più pericoloso dove ci sono pedoni, gente a spasso con il cane, bambini che giocano, una zona sempre più abitata. I residenti chiedono da tempo una rotonda per rallentare la velocità”.

Paola Lucino


Pubblicato il 9 Luglio 2024

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