Cronaca

Dopo la beffa degli alluvionati, arriva quella dell’IMU agricola

“Per trovare copertura agli 80 euro di Renzi, torna l’Imu sui terreni agricoli con scadenza al 26 gennaio. Confermati i tagli ai Comuni. Per il resto, nessuna certezza. Anzi una: noi riprendiamo a protestare”. Così il sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna, torna alla carica contro il provvedimento del Governo.
Agli inizi di dicembre, la Legge di Stabilità del Governo Renzi aveva improvvisamente declassato i Comuni montanari che fino al giorno prima avevano mantenuto caratteristiche e tutele del loro status. Una manovra avventata da più parti definita “incostituzionale”, che avrebbe inciso per 260mila euro sulle tasche dei cittadini biccaresi come di ogni altro Comune declassato. Stessa cifra era stata pertanto defalcata dai trasferimenti erariali al Comune dei Monti Dauni. Mignogna aveva dapprima simbolicamente trasferito la sua stanza da sindaco dai 450 metri di Piazza Municipio ai 1150 di Monte Cornacchia, cima più alta della Puglia ricadente però, in maniera del tutto paradossale, in un Comune non più montano.
“Abbiamo atteso che quella sospensione diventasse definitiva – spiega Mignogna – ma così non è stato. Il Governo, nonostante le rassicurazioni, ha solo posticipato la scadenza di pagamento dal 16 dicembre al 26 gennaio, quando i cittadini di Comuni come Biccari saranno costretti a versare all’improvviso una tassa, contro cui noi continuiamo adesso a protestare. Un Governo non può pensare di fare demagogia a scapito di territori già penalizzati da problemi seri, come i nostri, che vedono gli esecutivi romani negli anni assenti e sordi alle istanze del territorio. Che a Roma non ci definiscano più un paese montano non ha cancellato ad un tratto le nostre irrisolte questioni di dissesto idrogeologico, di difficoltà nell’agricoltura, di spopolamento, di carenza di servizi, di viabilità inadeguata, ecc.”. Per queste ragioni, nel corso dell’Assemblea dei sindaci di martedì scorso in Provincia, il sindaco di Biccari ha espressamente chiesto al presidente Francesco Miglio di farsi carico ed interprete di questa protesta che coinvolge molti piccoli comuni dei Monti Dauni e del Gargano. Dopo le proteste di Mignogna, anche i sindaci del Gargano, con in testa il sindaco di Peschici Tavaglione, hanno impegnato il presidente Miglio a sollecitare le Istituzioni Competenti ad adottare ulteriori misure concrete a sostegno dei comuni della provincia di Foggia colpiti dalle scorse alluvioni. Sul versante alluvioni, alla Regione Puglia s’è levata la voce del consigliere di FI, Roberto Ruocco, che ha fatto notare come “sulla stampa di ieri, a partire dal Sole 24ore, emerge un illustre assente per la questione delle agevolazioni fiscali per le terre alluvionate: la Giunta regionale di Nichi Vendola e Michele Emiliano, l’unica tra quelle interessate a non aver ritenuto di chiedere un’altra proroga dei termini per i pagamenti delle tasse. Che sconcio!”. “Sono in protesta tutte le Regioni: la Liguria, il Piemonte, il Veneto, l’Emilia Romagna e la Toscana. Tutte, tranne la Puglia – ha evidenziato Ruocco -. Emiliano ha messo le radici nel foggiano per la sua corsa acchiappa-voti, ma anche su questo ha perso la lingua. Per non parlare di Vendola, perché è come sparare sulla croce rossa: quando non ci sono le tv, qualsiasi questione non è di suo interesse. Nessuno ha ritenuto di far presente che la Puglia esiste ed è in difficoltà. Per i cittadini, – ha poi concluso il consigliere forzista – che si stanno ancora leccando le ferite dell’alluvione, oltre al danno ora anche la beffa”.


Pubblicato il 18 Dicembre 2014

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