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Don Ciotti: “Siamo qui per disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione”

Hanno sfilato per le strade di Foggia tenendosi per mano e con una voce sola hanno urlato che ‘Il silenzio e’ mafia’. E che vogliono ‘Foggia libera’. Sono le ventimila persone, secondo la questura, che hanno partecipato alla manifestazione organizzata da Libera contro le mafie a Foggia, citta’ sconvolta nei primi giorni del nuovo anno da attentati intimidatori (5 quelli registrati ai danni di piccole e medie imprese) e un omicidio.
In testa al corteo i familiari delle vittime della mafia. C’erano le vedove dei fratelli Luciani – ammazzati per errore nell’agosto 2017 – c’e’ Pinuccio Fazio, papa’ di Michele ucciso per sbaglio a Bari, c’e’ il figlio di Nicola Ciuffreda, l’imprenditore edile assassinato 28 anni fa. E poi c’e’ chi sulla propria pelle sta vivendo la paura della criminalita’ organizzata: Cristian Vigilante, il manager della sanita’ privata foggiana era in strada, nonostante una settimana fa chissa’ chi ha fatto saltare in aria con un grosso ordigno il suo fuoristrada aziendale. “Sono in piazza come tutti i cittadini per manifestare contro ogni tipo di mafia. Mi sento un cittadino come tutti e come tutti dico no alla mafia”, ha detto per poi ammettere che la sua vita “e’ cambiata nel senso che c’e’ una maggiore attenzione e timore, ma si cerca di riprendere la vita di tutti i giorni in maniera normale anche con il supporto delle Istituzioni che mi sono molto vicine”.
In marcia ci sono tanti foggiani: donne che spingono carrozzini e passeggini, studenti, pensionati, migranti che si sono ribellati ai caporali denunciandoli. Ci sono i rappresentanti delle istituzioni: dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al presidente dell’Anci, Antonio Decaro, ai tanti primi cittadini provenienti da ogni angolo della Puglia. “Questo e’ il posto dove devono stare i rappresentanti delle istituzioni perche’ noi dobbiamo dare forza ai cittadini e insieme a loro gridare ad alta voce che lo Stato e’ piu’ forte e la criminalita’ sara’ sconfitta”, le parole della ministra per le Politiche agricole Teresa Bellanova. ‘I familiari non vogliono pieta’ chiedono solo giustizia e verita”, la frase scandita e gridata come fosse un ritornello dai manifestanti mentre dai balconi e dalle finestre dei rioni Candelaro e Borgo Croci in tanti si sono affacciati. Qualcuno ha esposto manifesti e striscioni contro la mafia ricevendo applausi dai partecipanti. “Siamo qui per disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione”, ha affermato don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che ha ricordato come non sia giusto “lasciare solo sulle spalle della magistratura e delle forze di polizia” la lotta alla criminalita’ organizzata “perche’ c’e’ una responsabilita’ di noi cittadini. Guai se non fosse cosi’, guai se viene meno questo. Aveva ragione Falcone quando diceva che era una lotta di civilta’ e legalita’”.
Al corteo hanno partecipato anche i magistrati: Giuseppe Volpe, capo della Dda di Bari, Francesco Giannella, procuratore aggiunto sempre della Dda barese, e c’e’ il capo della procura di Foggia, Ludovico Vaccaro. È lui a dire di essere “contento che sia scesa in strada la Foggia perbene, la Foggia che non vuole attentati, la Foggia che vuole i negozi aperti. Un bel momento per la citta’. Questa e’ la Foggia che vogliamo”. “Non abbiamo paura. Noi vogliamo che finiscano in galera perche’ ci hanno stancato con queste intimidazioni che rovinano l’immagine di Foggia e che impediscono di crescere e di essere migliori”, la presa di posizione del governatore Michele Emiliano. Dal palco sono risuonate le testimonianze dei parenti di chi dalla mafia foggiana e’ stato ammazzato. “Quando e’ stato ucciso mio padre siamo rimasti soli. Sembravamo degli appestati, lo Stato non c’era e vedere invece oggi questa partecipazione mi emoziona”, ha affermato Francesco Ciuffreda, figlio di Nicola imprenditore edile ucciso nel 1990, che ha invitato tutti a “non mollare e non farsi vincere dalla paura”. “Dopo l’omicidio di mio suocero nel 1992 sembravamo noi i mafiosi a Foggia. Ci eravamo chiusi in casa perche’ eravamo soli”, gli ha fatto eco Giovanna, nuora di Giovanni Panunzio ammazzato perche’ aveva denunciato il malaffare. “La Chiesa e’ sempre vicina a coloro che soffrono e che sono tentati dall’indifferenza che e’ la malattia spirituale di questi tempi. Il coinvolgimento e’ bello perche’ e’ bello sapere che si cammina per una citta’ piu’ fraterna e solidale”, ha commentato l’arcivescovo di Foggia e Bovino, monsignor Vincenzo Pelvi.
Via Lanza, strada in cui si e’ radunato il corteo, era stracolma: quasi impossibile destreggiarsi tra i tanti presenti. “Abbiamo risposto – mormora qualcuno tra la folla – e ora speriamo davvero non ci lascino soli”.

 

 

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