Deposito GPL a Manfredonia, la Puglia ribadisce il no
Energas, confronto a Roma tra Regione e Ministero dell’Ambiente

Nuovo confronto a Roma sul progetto del deposito costiero di GPL a Manfredonia, con la Regione Puglia che conferma la propria contrarietà. Lo ha ribadito l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Piemontese al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, al termine della riunione convocata con il Comune sipontino per definire una posizione sul progetto proposto da Energas.
Si tratta di un insediamento che prevede 12 serbatoi interrati per GPL da 5 mila metri cubi ciascuno, un capannone per l’imbottigliamento del gas in bombole, 8 baie di carico per autobotti, un raccordo ferroviario alla stazione di Frattarolo lungo circa 2 chilometri, due tubazioni di collegamento con il porto industriale per il trasporto di GPL per una lunghezza complessiva di 10 chilometri, di cui 5 interrati e 5 sottomarini, oltre all’adeguamento del pontile al molo A5 “Alti Fondali” per l’attracco delle navi e le operazioni di scarico. Si tratterebbe del più grande deposito costiero di GPL in Europa, un impianto destinato allo stoccaggio e alla distribuzione di gas fossile, concepito circa trent’anni fa in un contesto energetico profondamente diverso dall’attuale.
“È un progetto che rappresenta un rischio rilevante sia per la sicurezza sia per l’identità economica del territorio: la sfida oggi non è più stoccare gas, ma evitare di realizzare infrastrutture destinate a diventare obsolete”, spiega Piemontese, chiarendo che “non si tratta di una posizione ideologica, ma di una scelta basata sull’evoluzione del contesto energetico: l’Europa chiede di ridurre le emissioni e superare progressivamente i combustibili fossili, autorizzare questo impianto significherebbe andare nella direzione opposta”.
La posizione della Regione Puglia, già espressa con il diniego nel 2021, si fonda su diversi elementi. In primo luogo, il progetto risulta in contrasto con le attuali politiche energetiche europee, che fissano obiettivi stringenti per la riduzione delle emissioni entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050, puntando su fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Un deposito di GPL, invece, è legato a un modello basato su combustibili fossili destinato a ridimensionarsi nel tempo.
L’area interessata si colloca inoltre in un contesto ambientale delicato, in prossimità di siti della rete Natura 2000. Anche se in passato sono state previste misure di mitigazione, oggi la tutela degli ecosistemi richiede una maggiore attenzione. “Non possiamo permettere nuovi impatti in territori già fragili”, aggiunge l’assessore, sottolineando che per l’impianto di Manfredonia si aggiungono ulteriori criticità legate alla presenza di un’area a rischio sismico elevato.
Sul piano della sicurezza, il progetto prevede il transito di numerosi convogli carichi di gas e la presenza di grandi quantità di GPL stoccato. Lungo la direttrice Manfredonia-Foggia, tra la Statale 89 e la linea ferroviaria, si determinerebbe un traffico significativo di autocisterne, con un aumento dei rischi legati alla circolazione. Inoltre, la vicinanza a infrastrutture strategiche, come la base aerea di Amendola, impone valutazioni più approfondite rispetto al passato.
A incidere è anche la volontà del territorio: nel 2016 i cittadini di Manfredonia si sono espressi con un referendum consultivo, con il 96% dei votanti contrario all’impianto, posizione confermata negli anni dall’amministrazione comunale.
“La Puglia ha intrapreso un percorso diverso, investendo su energie pulite, innovazione e sostenibilità – conclude Piemontese –. Non possiamo tornare a modelli industriali superati: il futuro del territorio è legato alla transizione energetica”.
Pubblicato il 16 Aprile 2026



