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Decaro a Foggia: “L’opera pubblica più importante? Costruire la comunità”

Il candidato alle regionali lega sanità e welfare e rilancia su turismo e ricerca

La Capitanata ha un posto particolare nel giro della Puglia che sta facendo il candidato Antonio Decaro. “Abbiamo cominciato a scrivere il programma e a parlare di economia da qui, da S. Marco in Lamis. in un campo di cotone. Per questa produzione sembra che la zona si presti bene”. L’ex sindaco di Bari, eurodeputato, dal palco di un Teatro del Fuoco zeppo di candidati, militanti, dirigenti, sindaci e maggioranza comunale foggiana quasi al completo, ha sottolineato gli elementi di forza e quelli di debolezza della Puglia.A presentarlo alla platea, la sindaco Episcopo con il solito afflato: “Guardali, sono qui con il cuore i candidati di tutte le liste. Queste elezioni regionali non le dobbiamo vincere ma stravincere”. E Decaro ha esordito commentando il suo slogan: “Tutta la Puglia significa che sarò il presidente di tutti”. In un’ora ha illustrato una serie di slide a focalizzare i punti principali del programma, alternando i temi da candidato al racconto di qualche aneddoto personale: studi, carriera, battute su fatti curiosi legati ai vari incontri tenuti in questi giorni. Attenzione desta, insomma. “Per ogni punto, per ogni problema individuato, noi indichiamo come risolverlo e come andare a prendere le risorse. Poi ci sono quelli che, individuato il problema, cercano i nemici”. Ma è l’unica nota politicamente polemica, per il resto va avanti in base a dati, numeri e percentuali senza risultare eccessivamente tecnico.“La Puglia non è cresciuta tutta allo stesso modo”, sull’occupazione, per esempio. “Noi ci prenderemo cura di tutte le fragilità, non solo fisiche ma territoriali”.Cita i tavoli di lavoro della Fiera del Levante come punto d’ avvio di una dinamica e produttiva fase partecipativa e pone dinanzi al pubblico non solo il tema sanità, ma anche la sfida di abbinarla al welfare: “Vanno insieme”. E la prima, cioè la sanita, è registrata come problema dal 65% dei pugliesi. “Questa regione è cresciuta nelle classifiche per offerta sanitaria. Va tutto bene? No. Aumenta la domanda di sanità perché la prospettiva di vita è aumentata. Il problema è che ce la cerchiamo tutta in ospedale”. Dunque ha ricordato gli ospedali di comunità, le case di comunità, quella “medicina territoriale” per cui sono previste almeno 34 strutture. Circa le liste di attesa: “Abbiamo aggiudicato la gara per il Centro unico di prenotazione (oggi provinciale e gestito dalla Asl) e possiamo separare i casi urgenti da quelli cronici”. Ci sono poi gli aspetti della sanità digitale integrata “vicina alle persone e capace di curare meglio, riducendo disuguaglianze”.Sarà stata anche la consapevolezza di trovarsi di fronte un ingegnere a sollecitare la domanda di qualcuno, quando era sindaco, sull’opera pubblica inaugurata di cui andava più fiero: “È la costruzione di una comunità”, ha ribadito dal palco del teatro. E qui si è aperto tutto il capitolo sulle piccole e medie imprese, sui piccoli esercizi commerciali di prossimità da valorizzare, sulle eccellenze esistenti sul territorio che scontano la mancanza di adeguati collegamenti e chiedono, fra l’altro, un impianto intermodale all’altezza della loro produzione.Nella disamina suggerita dalle slide, anche il focus sul mestiere dell’artigiano: “Ai titolari delle microimprese chiederemo di andare nelle scuole perché dobbiamo pensare al ricambio generazionale” e le scuole pugliesi vanno trasformate “in presidi civici aperti tutto il giorno”.Punta anche su un ruolo più strategico delle Asi, bussola per gli investitori nell’indicazioni di luoghi, università, ricerca, agenzie che mettono a disposizione le risorse.Alcune filiere ci sono, altre vanno create o potenziate, come quelle dell’agroindustria e della trasformazione in loco che avviene in casi eccellenti ma non frequenti.Tasto difficile quello dell’acqua, la cui contrazione ha ridotto del 20-30% la produzione di pomodoro. L’Università, il Politecnico, i poli della ricerca sono i riferimenti su come recuperare questa vitale risorsa, su come affinarla, su come tamponare le perdite degli impianti. Il tema del collegamento Liscione- Occhito, com’è noto, va avanti da decenni. Decaro ha ricordato l’entità del finanziamento e invocato che, anche tramite un commissario del governo, questa grande opera si faccia al più presto.Circa il turismo, che riguarda il 10% del Pil pugliese, ha esortato a “non trascurarlo” per inseguire solo le critiche da overtourism. “Torniamo a fare grandi eventi ma sosteniamo anche le piccole produzioni”, non solo Notte della Taranta, insomma, ma anche altro.  Sulla questione coste è stato molto deciso. Il concetto è: “Mare democratico, se ti ho dato una spiaggia non è per tutta la vita”, anche questo significa “curare i territori”, come piantare alberi per contrastare il cambiamento climatico. L’inno rap “Puglia che spera”, con voci e dialetti diversi, fa da colonna sonora all’inizio. Alla fine, la platea plaudente in piedi è pronta per saluti e foto. Decaro esorta: “Non mi lasciate da solo in quel palazzo, rischio di diventare prigioniero, fatemi uscire per strada, nelle piazze…”.

Paola Lucino

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Pubblicato il 11 Novembre 2025

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