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Crollo di viale Giotto: ora il cuore della memoria è al suo posto

Da domenica 11 Novembre, tredicesima ricorrenza del crollo del palazzo di viale Giotto, un monumento in ricordo delle sessantasette vittime riempie il vuoto creato dalla loro assenza. In tantissimi hanno partecipato all’inaugurazione e benedizione dell’opera del maestro Silvano Pellegrini che ha prestato gratuitamente il suo estro per lasciare un ricordo indelebile alla città e soprattutto ai familiari delle vittime. Il merito, ancora una volta, è della fondazione Banca del Monte “Siniscalco Ceci” e del lungimirante avvocato Andretta che era lì presente: “L’associazione dei familiari delle vittime ci chiese qualcosa per ricordarle degnamente, tre anni fa. C’è voluto del tempo per coordinare tutti i profili, anche quello finanziario, ma ora abbiamo un posto dove il dolore si è trasformato in memoria condivisa”. Un cuore, per l’appunto, piantato nella terra grazie a radici forti; un cuore lacerato da sessantasette cicatrici ma ancora vivo e pulsante; è il cuore della memoria di Foggia che non dimentica e non dimenticherà mai le 3.32 dell’11 Novembre 1999 quando è tornata a piangere come non faceva dai bombardamenti di luglio e agosto del 1943.

Ad assistere alla manifestazione, oltre la cittadinanza e le più alte cariche cittadine, anche alcuni sindaci della provincia e i gonfaloni delle altre città: Trinitapoli, Celenza Valfortore, Cerignola, Bari, Manfredonia, Barletta e Torremaggiore. Tra i messaggi pervenuti, quello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del presidente del Consiglio, Mario Monti, che hanno sottolineato una viva partecipazione per la ricorrenza. Commossa e tradita dalle lacrime, c’era anche il neo Prefetto di Foggia, Luisa Latella, che ha espresso chiaramente la necessità e la salvaguardia del principio di sicurezza: “Non si è costruito bene, le regole vanno seguite qui come n tutti gli altri settori. Io non ero qui all’epoca ma ho vissuto quei momenti indelebili attraverso i mass media”. Gli altri, invece, erano tutti di casa già quell’11 Novembre 1999: i consiglieri presenti, il presidente della Provincia, il sindaco Mongelli, i vigili del Fuoco, la Croce Rossa, i volontari  e poi tutti noi, solo con qualche capello bianco e una o due rughe in più, ma sempre lì, pronti a ricordare e raccontare ai giovanissimi una delle pagine più brutte di Foggia.

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Pubblicato il 13 Novembre 2012

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