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Crisi politica ferma al palo, Dal Maso: “Se si alza un muro la vedo difficile”

I consiglieri chiedono un incontro con la sindaca, almeno prima del voto di bilancio

 

“Abbiamo formalizzato una richiesta di incontro con la sindaca, che è già tutto dire perché dopo quanto è successo venerdì in consiglio avrebbe dovuto convocare almeno i capigruppo. Vedremo cosa succederà, dipenderà molto dal suo atteggiamento, se alzerà un muro la vedo difficile.”

Mario Dal Maso, capogruppo del M5s in consiglio comunale, si augura di organizzare un incontro quanto prima, in tempo utile per non arrivare alla votazione del bilancio senza un previo chiarimento. Certo non è stato un bello spettacolo quello di venerdì, con i banchi semivuoti della maggioranza, l’opposizione che ha tenuto il numero legale- fino a quando non ha deciso di lasciare l’aula- e la giunta al completo.

Ma il punto, ritiene il capogruppo, è proprio questo, “l’atteggiamento di subalternità dei consiglieri rispetto a dirigenti, assessori e sindaca, proprio in quest’ordine. Non hanno capito il valore di lavorare al fianco dei consiglieri, gli assessori in due anni di tempo non hanno migliorato il rapporto con noi”.

E a proposito del consiglio quasi vuoto: “Non c’era altro modo per fare arrivare il messaggio di una verifica politica chiesta dai partiti e sempre rimandata dalla sindaca”. Però è abbastanza anomalo che gli assessori siano rimasti tutti al loro posto e i consiglieri dei rispettivi partiti assenti: “Abbiamo diversi modi di vedere nei vari gruppi, alcuni propendono per l’azzeramento della giunta, altri ritengono che vada cambiato qualcosa, d’altra parte la geografica politica è mutata da dopo le regionali”.

Sui propri assessori di riferimento nessuno sconto: “Va bene se assicureranno un cambio di rotta, no se si arroccheranno sulle loro posizioni. Spero che la sindaca ragioni, che dai piani alti a qui, dove è nato il campo largo, le diano una scossa perché con questo atteggiamento rischia di consegnare la città al centrodestra. Credo che abbia sottovalutato il fatto che alcuni di noi non abbiano certo il problema di dover lasciare il posto da consigliere”.

Il M5s, con il Pd, è uno dei partiti traino del consiglio, tanto più dopo le regionali in cui altri assetti sono cambiati, da quello di “Con” ad “Azione”. Le due formazioni, al netto di quelli che sono i sopraggiunti socialisti o il gruppo di De Sabato, sembrano molto affiatate tra loro.

Cosa mediti il Pd, che esprime pure due assessori, non è ben chiaro. Sappiamo, dal comunicato stampa del gruppo consiliare, che i nodi nevralgici e strategici dell’azione amministrativa sono al vaglio della loro critica: Pug, Servizi sociali, Salice, quartiere Ferrovia. Una richiesta di “tagliando” niente male in una città di cui governano una buona fetta. Ora vale la pena sottolineare il fatto che l’assessore Emanuele è anche segretario cittadino del Pd, chiedere di rimuoverlo sarebbe alquanto improbabile e difficile. Secondo voci, almeno tre dei piddini assenti, punterebbero su un terzo nome, un consigliere di loro riferimento. Perché non possiamo pensare che chiedano, come unica soluzione, il cambio dell’assessore ai lavori pubblici e urbanistica Giuseppe Galasso.

In tutto ciò la sindaca non vuol sentire parlare nessuno, tanto meno l’opposizione, di “fallimento politico”. Nell’ultimo consiglio comunale, anzi, ha richiamato in auge quei fallimenti politici “che hanno portato la città a sbattere” in passato. È possibile, tuttavia, che il tempo di quel “bonus” sia definitivamente terminato e che sia quanto mai urgente concentrarsi sull’oggi.

 

Paola Lucino


Pubblicato il 10 Febbraio 2026

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