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Crisi a Palazzo di Città, Episcopo: “Avanti finché non mi sfiduciano”

Il Pd chiede un cambio di passo. Il centrodestra: “Si torni al voto”

La seduta del Consiglio comunale di ieri si è chiusa alle 11:55, dopo che l’opposizione aveva garantito il numero legale con 18 presenti in aula. Semideserti i banchi della maggioranza: non pervenuti i partiti che ne formano l’ossatura (Pd, M5S, gruppo Decaro), né gli assessori o la giunta al completo.
All’ordine del giorno c’erano molti punti importanti, a cominciare dai debiti fuori bilancio fino al PUG.
“Oggi si certifica un fallimento politico: non c’è più una maggioranza a guidare la città”, ha dichiarato il capogruppo di FdI Claudio Amorese. “La sindaca ne prenda atto, perché i cittadini meritano risposte.”
Raffaele Di Mauro ha aggiunto: “Quando i consiglieri non si presentano in aula mandano un messaggio forte: dicono che questa giunta non li rappresenta più. Il distacco è irrecuperabile; o si cambia rotta o si rassegnano le dimissioni, chiedendo alla città di scegliere una nuova amministrazione”.

Di Mauro ha poi invitato Giuseppe Mainiero e tutto il centrodestra a lasciare l’aula. A metà strada serve un cambio di passo: Foggia si governa insieme. Foggia non è ferma. E non lo è grazie ad un lavoro collettivo che, in questi poco più di due anni dalle elezioni del 27 ottobre 2023, ha prodotto risultati veri e riconoscibili – scrive in una lunga nota il gruppo consiliare del PD – Foggia ha tutte le carte in mano, ma non le sta giocando per una partita all’altezza delle speranze e delle ambizioni intercettate dalle forze politiche e civiche che hanno accompagnato la rinascita dopo gli anni bui del commissariamento per mafia. Il Partito Democratico sceglie di porre questa domanda ora, a metà mandato, perché è il momento giusto per farlo. Coinvolgendo uno per uno i consiglieri comunali che sono, insieme, portavoce positiva e critica nel rapporto tra cittadini e amministrazione. Non per fermare l’amministrazione, ma per rafforzarla, renderla più aperta, più coraggiosa, più collettiva”.

La sindaca Maria Aida Episcopo ha ostentato serenità all’inizio della seduta: “Noi siamo presenti ogni giorno, ogni minuto è dedicato alla città. Nutro il massimo rispetto per i partiti di maggioranza e opposizione e non ho mai detto una parola contro di loro. Il mio lavoro va avanti; continueremo con gli incontri ogni martedì. Resto al mio posto finché non sarò sfiduciata”. Ha poi ribadito con fermezza: “Non accetto lezioni di fallimento, visto che in passato la città è stata portata a sbattere contro un muro”. Evidentemente, la sindaca non è ancora riuscita a dare risposte adeguate alla sua coalizione, che sta mettendo la giunta alle strette. I consiglieri sosterranno certamente che non si tratta di “balletti” per ottenere poltrone, ma di programmi da perseguire. Resta la speranza che si operi per il bene della città. In ogni caso, il Consiglio è stato rimandato in seconda convocazione. P.l.

 

 


Pubblicato il 7 Febbraio 2026

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