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Che scusa troverà Emiliano per il Consiglio che non vorrà abolire il Tfm?

La VII commissione consiliare permanente della Regione Puglia, ossia quella agli “Affariistituzionali” giovedì scorso ha approvato all’unanimità una variazione allaproposta di legge di modifica del Tfm (Trattamento di fine mandato) introdotto – come è noto – lo scorso fine luglio con un emendamento durante una seduta di approvazione di debiti fuori bilancio. La variazione è stata firmata da tutti i commissari e capigruppoconsiliari ed approderà per il voto nell’Aula barese di via Gentile già il prossimo martedì. La stessa commissione, invece, ha bocciato la proposta di abrogazione del Tfm, chiesta attraverso una proposta di legge a firma dei consiglieri
Antonella Laricchia e Antonio Tutolo. La proposta approvata prevede che “a far data dal primo gennaio 2013, atitolo di contributo a carico del consigliere venga operataannualmente una trattenuta complessivamente pari al 24%dell’indennità di carica mensile lorda” e “l’indennità deveintendersi quantificata nel limite di un’indennità di caricamensile lorda per anno, per un massimo di dieci anni”. Per l’esponente del M5S rimasta all’opposizione del governo regionale capeggiato dal presidente Michele Emiliano, “La montagna ha partorito il topolino”, perché “dopo gli annunci sullavolontà di abrogare il Tfm – ha commentato Laricchia a margine della seduta della VII commissione – di fatto tutta la vecchia politicariunita si è limitata ad alzare dall’1 al 2% l’accantonamentomensile a carico di ciascun consigliere”. Inoltre, ha poi spiegato l’esponente pentastellata, “di fattocon l’emendamento approvato rimane la retroattività continua seppur calmierata da quanto deciso nell’intesaStato – Regioni e non si andrà oltre i 10 anni”. E, continuando (ndr – forse per ironizzare!), ha aggiunto: “Apprezzol’originalità di aver definito il 24% di trattenuta su unamensilità l’anno che di fatto sarebbe il 2% mensile, moltolontano dalle percentuali di un lavoratore qualunque che (ndr – invece) siaggirano intorno al 7-8% (ndr – al mese)”. “Una presa in giro per i pugliesi, che – secondo Laricchia –quest’estate ci hanno chiaramente fatto capire cosa ne pensano
del Tfm”. Ma la “grillina” dura e pura non si è data per vinta ed ha già annunciato che martedì, in Consiglio presenterà un nuovo
emendamento per abrogare la legge. “Sono sicura – Ha concluso infatti Laricchia – cheper la prima volta sarò appoggiata in questa battaglia anche dalpresidente Emiliano, che questa volta non potrà dire di non
sapere”. Infatti, – come si ricorderà – Emiliano, che alla seduta di reintroduzione dell’assegno di fine mandato era stato assente (come pure Laricchia ed altri 9 consiglieri), subito dopo tale approvazione aveva taciuto per circa tre settimane, ma dopo Ferragosto, avendo capito che il ripristino di tale “privilegio” era diventato di dominio pubblico e rischiava nell’immaginario collettivo di appannare soprattutto la  figura del Presidente della Regione (che, con l’elezione diretta, è sicuramente l’espressione più autorevole della maggioranza e su cui ricadono anche le responsabilità di determinate condotte del Consiglio), ha capito che non poteva più ignorare ciò che era successo in Aula ed è intervenuto per dire: “ Non ne sapevo nulla”. Affermazione, questa, per tirarsi fuori da ogni addebito, sia pur indiretto, e far ricadere la responsabilità unicamente sui consiglieri che avevano introdotto e votato tale emendamento con un blitz. Insomma, Emiliano, che da ex pm antimafia in aspettativa si vanta spesso di avere un fiuto particolare e che, quando era sindaco di Bari, si era addirittura guadagnato l’appellativo di “sceriffo” per le doti poliziesche vantate, in questo caso sarebbe stato – come suole dirsi – “messo nel sacco” anche dalla sua stessa maggioranza. E mai possibile, visto che alla Regione Puglia già dal suo primo arrivo nel 2015, circola voce che “non si muove foglia che Emiliano non voglia”? E’ vero che, per Emiliano, non sarebbe la prima volta che gli è capitato di non sapere, però essersi fatto sfilare dal Bilancio regionale 5,7 milioni di Euro da sotto il naso dalla sua stessa maggioranza (ammesso che non sapesse!) è stato davvero grave. Ma può capitare! Come capitò al tempo in cui Emiliano era sindaco di Bari la prima volta e che un imprenditore barese, poi indagato per i favori che riceveva dal Comune del capoluogo, gli aveva regalato per il Natale del 2007 cozze pelose, astici, ostriche, allievi ed altre prelibatezze di mare, ma lui di ciò che effettivamente accadeva, tra gli Uffici tecnici del Comune barese e quell’appaltatore, in effetti non sapeva nulla. Tanto è vero che da quella indagine Emiliano non fu neppure sfiorato. Quindi, può essere che ora, anche nella vicenda del reintrodotto Tfm, Emiliano sia stata “persona non informata” sui fatti. Però, adesso, quei “fatti” il governatore pugliese li sa bene. Come anche bene sa che l’opinione pubblica pugliese, considerato il periodo di crisi per famiglie ed imprese, non ha gradito il blitz di maggioranza ed opposizioni che ha reintrodotto retroattivamente un “privilegio” della casta politica locale fatto abolire nel 2012 dall’allora governatore Nichi Vendola. Ed allora la domanda nasce spontanea: “Che farà o, forse meglio, che dirà Emiliano martedì prossimo all’Assemblea pugliese e, in particolare, alla sua ampia maggioranza?” Le ipotesi possibili sono due. Chiedere una rivisitazione parziale del provvedimento, con qualche dietro front anche ulteriore rispetto a quanto deliberato giovedì scorso in VII commissione, oppure “imporre” un dietro front totale, come chiedono i consiglieri Laricchia e Tutolo, rinviando il tutto a tempi migliori. E, quindi, bloccare quanto deliberato dal Consiglio lo scorso fine luglio. Non sarà facile. Ma se Emiliano vorrà, la sua maggioranza obbedirà al diktat, lasciando la scena ad un ennesimo “colpo di teatro” del governatore. E che di un nuovo “colpo” teatrale possa aversi da parte del governatore pugliese non è da escludere, visto che il consigliere “decariano” del Pd, Francesco Paolicelli, ha già annunciato di voler rinunciare al Tfm. E – come è noto – il sindaco di Bari, Antonio Decaro, non solo conosce bene la tattica di agire di Emiliano, ma è quello che spesso è anche meglio informato in anticipo di certe sue decisioni e strategie. E chissà se anche stavolta non lo sia. La ex sfidante pentastellata di Emiliano questa volta, forse, conta anche lei su tal genere di intuizioni. Vedremo in consiglio!

 

Giuseppe Palella

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