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Carcere di Foggia, arrivano nove condizionatori per i detenuti

La Fondazione Monti Uniti dona gli impianti destinati alle salette delle sezioni maschili: "Un gesto concreto per la dignità della persona"

Il quadro emerso durante il recente sopralluogo dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, che aveva riportato l’attenzione sulle condizioni della casa circondariale di Foggia tra sovraffollamento record e caldo soffocante, trova ora una prima risposta concreta con l’installazione di nove condizionatori donati dalla Fondazione Monti Uniti e già entrati in funzione nelle salette della socialità delle sezioni maschili dell’istituto. L’intervento consentirà ai detenuti di trascorrere alcune ore della giornata in ambienti climatizzati. La saletta della socialità della sezione femminile disponeva già di un impianto di climatizzazione, mentre le nove sale delle sezioni maschili ne erano completamente prive.

Nel corso della visita effettuata dall’Alleanza per l’articolo 27, alla quale avevano partecipato anche rappresentanti della Camera penale, del volontariato e del Comune di Foggia, erano state evidenziate le pesanti condizioni dell’istituto, che continua a registrare un tasso di sovraffollamento del 225 per cento, con celle rese ancora più difficili da abitare a causa delle elevate temperature di queste settimane. Proprio alla luce di questo quadro, la Fondazione Monti Uniti, presieduta da Filippo Santigliano, ha deciso di finanziare l’acquisto dei nove impianti, realizzando un intervento che punta ad alleviare almeno in parte i disagi quotidiani vissuti all’interno della struttura.

“Colpisce la rapidità con cui questa iniziativa è diventata realtà – sottolinea Annalisa Graziano, operatrice del Centro di servizio per il volontariato di Foggia e volontaria nel carcere –. Nel giro di pochi giorni la Fondazione Monti Uniti ha scelto di rispondere concretamente a un bisogno urgente. La tutela della dignità delle persone private della libertà personale costituisce un principio sancito dalla Costituzione, secondo cui le pene devono tendere alla rieducazione del condannato e non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità”.

Pur non risolvendo le criticità strutturali del penitenziario, la donazione rappresenta un primo segnale concreto di attenzione verso una situazione che, come emerso dal sopralluogo dei giorni scorsi, continua a richiedere interventi per garantire condizioni di vita più dignitose ai detenuti e migliori condizioni di lavoro al personale.


Pubblicato il 16 Luglio 2026

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