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Capitanata e green economy: un altro autobus perduto?

Gli analisti sono concordi. Il futuro prossimo venturo dell’economia sarà colorato di verde. La green economy sarà tra i più importanti fattori di sviluppo dei prossimi anni. Per la provincia di Foggia potrebbe trattarsi di una grande opportunità, vista per esempio, la sua grandissima propensione per la produzione di energia alternativa che l’ha resa una sorta di Eldorado per i parchi eolici.

Ma perché un comparto economico funzioni è necessario che vi sia un contesto favorevole, che è a sua volta determinato da diversi fattori: la capacità della classe dirigente di governare e sostenere i processi di sviluppo, la capacità del territorio di attrezzarsi e di metabolizzare i cambiamenti.

Una vocazione produttiva si costruisce su un equilibrio complesso. Per dirla in soldoni, è difficile che la sfida della green economy possa essere vinta in un territorio di scarsa qualità sotto il profili ambientale.

Per la provincia di Foggia la sfida è duplice, anzi triplice: perché sul tappeto non c’è soltanto la green economy, ma anche altri settori che costituiscono tradizionalmente assi portanti dell’economia, come il turismo e l’agricoltura, comparti per i quali una buona qualità ambientale rappresenta una risorsa di primaria importanza.

Come stanno dunque le cose, per la provincia di Foggia? Male, si direbbe, stando ai dati della indagine sulla qualità della vita di Italia Oggi per, per quanto riguarda l’ambiente attribuisce alla Capitanata un giudizio di insufficienza, il 93° posto della graduatoria nazionale e l’ultimo di quella regionale.

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Pubblicato il 16 Novembre 2012

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