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Bruno Pitta: “Legare l’impresa alle comunità e fare sistema”

Il nuovo presidente di Confindustria Giovani sul futuro della Capitanata

L’imprenditore di Lucera Bruno Pitta è il nuovo presidente di Confindustria Giovani Foggia. 30 anni, laureato in Giurisprudenza alla Luiss di Roma, è il direttore generale del Gruppo Pitta, composto da aziende che operano nei settori della vitivinicoltura e delle energie rinnovabili.

“Una scelta di onori e oneri che ho accettato con grande senso di responsabilità- dice Pitta- con l’obiettivo di provare a cancellare quel triste ultimo posto di Foggia tra le province italiane per qualità della vita”.

Ci crede, presidente?

“Ne sono convinto. Questo può avvenire con un cambio di mentalità imprenditoriale, sociale, con senso della legalità, cercando di essere esempi, modelli civici, vivendo nel rispetto della cosa pubblica senza pensare solo al profitto invece che a cosa le aziende possono lasciare”.

In che senso?

“Nel senso di un legame fra imprese e comunità, trasmettendo amore per il territorio. Le faccio un esempio. Come vicepresidente del comitato per Lucera capitale della cultura, stiamo facendo un grande lavoro di raccolta fondi fra i privati. Ecco, al di fuori di Lucera, dove abbiamo già raccolto oltre 100mila euro, stiamo trovando molta difficoltà. Non si fa rete, manca una visione provinciale anche sul valore della cultura, e da questo derivano anche i nostri ultimi posti”.

Quali sono gli altri fattori di sviluppo del territorio?

“Certamente l’aeroporto, che ha un’importanza strategica e la presenza della Lumiwigs è una risorsa per il territorio, come il fatto che la rotta verso Milano sia per gli imprenditori fondamentale, ma non solo per loro”.

Alcune rotte sono state cancellate.

“È fisiologico, succede per tutte le compagnie. C’è con Lumiwings anche la possibilità del piccolo cargo, che serve nell’ambito di alcuni settori agro-alimentari, di panificazione, dolciari. Inoltre, si può essere a Milano in un’ora”.

Perché un giovane imprenditore dovrebbe scegliere di restare a Foggia o in provincia?

“Purtroppo qui deve ancora arrivare il ‘resto del mondo’, cioè intendo una serie di novità economiche. Un giovane di buona volontà, con tutti i mezzi tecnologici e di informazione che oggi ci sono, può avviare il suo business. Oggi anche Foggia non è di certo più un limite, anzi, è un’opportunità”.

Il rapporto con il suo predecessore?

“Ottimo, sono stato il suo vice e siamo in assoluta continuità. Nel giro di tre anni si sono avvicinati molti nuovi giovani imprenditori e altri lo faranno”.

Foggia è ancora “solo” la città del mattone?

“Ogni territorio ha una sua vocazione imprenditoriale che non va persa, ma modificata, rinnovata, specializzata in nuovi settori quale quello della ristrutturazione e del potenziamento energetico, per esempio. Se si è rimasti al vecchio mattone non è per colpa di Foggia e dell’Italia, è una questione europea e di certe politiche di austerity che datano indietro”.

Che ne dice delle proteste del territorio sull’eolico?

“Ogni territorio ha una sua vocazione, per la Capitanata abbiamo grandi estensioni agricole, la quantità di ore di luce per anno e il vento”.

Quindi?

“Il resto del mondo investe in energie rinnovabili e solo noi ci poniamo ancora il problema. In modo etico, bisogna continuare a investire in questo campo”.

Cosa dice delle proteste dei sindaci?

“Meglio 100 pale eoliche che il carbone, e se la “decarbonizzazione” è cosa giusta, bisogna trovare energie alternative altrimenti dipendi da altri paesi. Ma noi siamo il paese del “no” a tutto”.

I progetti che state valutando per Lucera quali sono?

“Li saprete quando sarà deciso chi vince, anche perché, nel caso non fosse Lucera, alcuni di quelli scelti saranno comunque portati a termine. Nel nostro dossier ci siamo soffermati anche sulla successione Monte S. Angelo- Lucera con cui, per due anni di seguito, la Capitanata ha mantenuto la capitale regionale della cultura”.

Paola Lucino


Pubblicato il 21 Febbraio 2024

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