Cronaca

Attivate 19 Case della Comunità con fondi del PNRR

Asl Foggia accelera sulla rete territoriale

ASL Foggia ha attivato 16 Case della Comunità in Capitanata, in linea con il modello innovativo della sanità territoriale delineata dal Decreto del Ministero della Salute 77/2022, per un investimento complessivo di oltre due milioni e mezzo di euro. Gli interventi sono stati finanziati con fondi della Missione 6 Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito del programma europeo Next Generation EU.

Il completamento strutturale, la dotazione tecnologica e l’avvio della fase operativa dei servizi sanitari e socio-sanitari di prossimità sono stati formalizzati da due delibere di ASL Foggia, firmate dal Commissario Straordinario, Antonio Nigri, il 29 e il 30 maggio 2026 (numeri 624 e 626). Le Case della Comunità (CdC) rappresentano la porta d’accesso al Sistema Sanitario Nazionale, essendo punto di riferimento integrato per i servizi sanitari e sociosanitari direttamente sul territorio, nei casi in cui le condizioni cliniche degli utenti non richiedano un accesso ospedaliero.ASL Foggia ha adottato e reso operativo il Modello Organizzativo Integrato per le Case della Comunità con Telemedicina, per assicurare la continuità assistenziale attraverso la piattaforma certificata dalla Regione Puglia (IRT).

La piattaforma regionale di telemonitoraggio e teleassistenza richiede l’arruolamento del paziente con autenticazione SPID/CIE. “Le Case della Comunità rappresentano il cuore della nuova sanità territoriale: sono luoghi nei quali si realizza concretamente l’integrazione tra professionisti, servizi sanitari, servizi sociali e strumenti digitali”, dichiara il Commissario Straordinario di ASL Foggia, Antonio Giuseppe Nigri.

“Si tratta – sottolinea – di un investimento strategico che rafforza il legame tra sanità e territorio, riducendo le distanze tra utenti e servizi e permette di sviluppare modelli di presa in carico più efficaci e continuativi, soprattutto per anziani, pazienti fragili e affetti da patologie croniche. Questo modello – conclude Nigri – consente di garantire ai cittadini risposte più rapide, appropriate e vicine ai luoghi di vita e, allo stesso tempo, alleggerire la pressione sugli ospedali”.

 


Pubblicato il 12 Giugno 2026

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