Assegni falsi e truffe per 750mila euro, 18 arresti a Foggia
Smantellata un'organizzazione con basi nel capoluogo dauno e nel Napoletano. Altre 31 persone risultano indagate

L’operazione della Polizia di Stato, denominata ‘fake check’, e diretta dalla Procura di Foggia, ha portato allo smantellamento di un’associazione criminosa dedita a truffe e riciclaggio, attiva in tutta Italia, con basi operative nella provincia di Foggia e nell’area napoletana. Questo gruppo organizzato avrebbe orchestrato truffe ai danni di cittadini e di una decina di compagnie assicurative, realizzando documenti di identità e assegni bancari falsi, oltre a ricettare titoli di pagamento.
Gli investigatori hanno scoperto che le vittime venivano ingannate da finti operatori finanziari, i quali le convincevano a emettere assegni per “proteggere” i loro risparmi, richiedendo foto di conferma via WhatsApp. Gli assegni venivano successivamente depositati su conti correnti creati appositamente e i fondi prelevati tramite ATM o sportelli bancari. Sono state eseguite venti misure cautelari: nove persone sono state incarcerate, nove poste agli arresti domiciliari e due obbligate a presentarsi alla polizia giudiziaria. Altre 29 persone sono sotto indagine.
Tra i coinvolti ci sono un praticante avvocato e un dipendente di una delle compagnie truffate, che avrebbero fornito informazioni dalla banca dati aziendale. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati telefoni cellulari, computer, hard disk, documenti di identità falsi, denaro e altri documenti. In particolare, è stato trovato un supporto informatico contenente software grafici usati per la falsificazione di assegni e documenti di identità, oltre a matrici di assegni clonati.
Gli indagati avevano pianificato truffe per oltre 750mila euro; tuttavia, la collaborazione con gli istituti di credito e le compagnie assicurative ha permesso di recuperare più di 400mila euro, restituendoli alle vittime. Il procuratore di Foggia, Enrico Infante, ha dichiarato: “Non c’è soltanto una criminalità che dilaga in questo territorio, ma c’è una reazione ferma, forte e significativa delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria. Lo Stato c’è”.
Pubblicato il 4 Luglio 2026



