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ASL Foggia, prevenzione oncologica: superati gli obiettivi ministeriali

Risultati in crescita nel triennio con mammomobile e papmobile, nuovi programmi inclusivi anche per la popolazione carceraria

La prevenzione oncologica di prossimità si conferma un modello virtuoso per la tutela della salute dei cittadini. È quanto emerso nel corso della conferenza dedicata alla prevenzione oncologica promossa da ASL Foggia, svoltasi nella sala riunioni della Direzione generale in via Michele Protano, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione e incrementare l’adesione alle campagne di screening da parte della popolazione target.

Al centro dell’incontro il concetto di prevenzione come capacità del sistema sanitario di raggiungere le persone nei luoghi di vita, superando barriere logistiche, culturali e sociali e garantendo equità di accesso alle cure. Alla conferenza hanno preso parte il direttore generale Antonio Nigri, la direttrice sanitaria Mara Masullo, insieme ai responsabili delle unità operative e dei programmi di screening aziendali.

I dati illustrati relativi all’ultimo triennio confermano il raggiungimento e, in alcuni casi, il superamento degli obiettivi ministeriali previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in materia di screening oncologici. Un risultato reso possibile anche grazie all’impiego del mammomobile e del papmobile, che hanno consentito di rafforzare le attività di prevenzione del carcinoma della mammella, del tumore della cervice uterina e del colon-retto, aumentando l’adesione e la copertura della popolazione interessata.

Nel dettaglio, per lo screening del tumore della cervice uterina è stata raggiunta e superata la soglia ministeriale, con un’adesione pari al 50 per cento. Lo screening del carcinoma della mammella ha fatto registrare una copertura del 52 per cento, superando di dodici punti l’obiettivo previsto, mentre per lo screening del colon-retto è stato raggiunto il 22 per cento della popolazione target.

I risultati confermano l’efficacia delle azioni messe in campo dall’azienda sanitaria, capaci di incidere anche sulla riduzione della mobilità sanitaria, permettendo a un numero crescente di cittadini di accedere a percorsi di prevenzione e cura direttamente sul territorio.

In un’ottica di sanità inclusiva e di tutela della salute come diritto universale, nel corso dell’incontro è stata inoltre dedicata particolare attenzione alla definizione di un programma di screening oncologico rivolto a detenuti, detenute e personale della Casa circondariale di Foggia.

Ribadita infine l’importanza degli screening oncologici gratuiti per le fasce d’età indicate dalle linee guida del Ministero della Salute: mammografia per le donne tra i 50 e i 69 anni; screening della cervice uterina per le donne tra i 25 e i 64 anni, con Pap test nella fascia 25-29 anni e test HPV dai 30 ai 64 anni; screening del colon-retto per donne e uomini tra i 50 e i 69 anni, attraverso la ricerca del sangue occulto nelle feci ed eventuali approfondimenti diagnostici.

Un momento di confronto e rilancio che conferma come investire nella prevenzione significhi salvare vite, migliorare la qualità della salute e rafforzare il sistema sanitario pubblico, rendendolo sempre più vicino ai bisogni reali delle persone.

 


Pubblicato il 23 Gennaio 2026

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