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Asl Foggia e prefettura per fronteggiare contagi nel ghetto di Borgo Mezzanone

La Asl di Foggia insieme a Regione Puglia e Prefettura sta valutando le soluzioni piu’ opportune per trovare strutture da destinare ai cittadini stranieri residenti nel ghetto di Borgo Mezzanone – vicino Foggia – qualora si rendesse necessario il periodo di quarantena. È uno dei provvedimenti decisi nel corso della riunione convocata dal prefetto di Foggia, Raffaele Grassi dopo la positivita’ al covid 19 riscontrata in 4 migranti residenti nel ghetto che sorge sull’ex pista aeroportuale.
Per accelerare la ricostruzione delle catene diagnostiche e le operazioni di isolamento di eventuali contatti stretti la Asl foggiana intende “istituire un drive through sull’ex pista, operativo tutti i giorni e in alcune ore predefinite, attivare delle unita’ di isolamento in prossimita’ della zona del ghetto per assicurare l’isolamento temporaneo di eventuali casi sospetti e o dei contatti stretti di casi accertati, in attesa di trasferimento, destinare in via esclusiva all’insediamento di Borgo Mezzanone una delle postazioni 118 dedicate all’emergenza Covid e due Usca che avranno il compito anche di effettuare i tamponi e prolungare l’attivita’ di medicina di prossimita’ dell’organizzazione umanitaria Intersos e realizzare un sistema integrato di raccolta dati fra gli operatori del servizio sanitario pubblico e quelli dell’organizzazione”.
La Asl e il Policlinico di Foggia stanno provvedendo ad “arruolare mediatori culturali per facilitare la presa in carico dei pazienti e la tenuta dei rapporti con gli stessi”. Si stanno verificando, infine, le soluzioni migliori per implementare i sistemi di controllo della temperatura corporea negli esercizi informali principali dell’ex Pista, su chi usa i bus che collegano Foggia a Borgo Mezzanone e al Gran Ghetto e sui lavoratori impegnati nei campi. “Compito anche dei datori di lavoro – chiede la Asl – sara’ la sistematica misurazione della temperatura dei dipendenti prima del turno lavorativo”.

 

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