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Arif: la beffa dei licenziamenti-farsa per poi riassumere 110 impiegati

Sempre in primo piano il problema delle assunzioni di personale esterno, meglio note come internalizzazioni, almeno in quella Regione Puglia dove da tempo si combatte col problema degli addetti alla tutela del patrimonio irriguo e boschivo, da far confluire nella nascente Arif, l’Agenzia deputata appunto al controllo irriguo e forestale. Ed è già dall’inizio di ben otto anni fa che scadeva per la prima volta il contratto stipulato dalla Regione Puglia con la società “SMA- INTINI” di Noci per l’esternalizzazione del servizio di tutela del patrimonio boschivo, di prevenzione del dissesto idro-geologico del territorio e di lotta attiva agli incendi boschivi. Nell’ambito di questo servizio, la SMA utilizzava varie figure professionali, la maggior parte ex-Lavoratori Socialmente Utili, quali operai addetto alla prevenzione e lotta agli incendi, personale amministrativo che utilizza macchinari ed attrezzature tecnologicamente avanzate, nonché personale addetto al coordinamento e collegamento con la Centrale Operativa Anti-incendio. In tutto sono circa trecento unità per le quali, senza tanti giri di parole, si prospetta il licenziamento, viste anche le vigenti disposizioni legislative in materia di contratti pubblici per le quali non è più possibile ipotizzare proroghe contrattuali. Di qui la richiesta di “chiarezza” rivolta ripetutamente e ciclicamente dalle Organizzazioni Sindacali in ordine al “percorso di stabilizzazione” del personale SMA, per il quale è ormai noto che la Giunta Regionale coltivava l’idea di una internalizzazione nell’Agenzia Regionale delle Attività Irrigue e Forestali istituita con LR n.3/2010. Anzi, l’ex direttore Giuseppe Maria Taurino a suo tempo aveva presentato un progetto di stabilizzazione dei dipendenti SMA all’interno della stessa Agenzia regionale, in attesa che la Giunta mettesse a disposizione le risorse economiche. Attesa praticamente vana, viste anche le reiterate sentenze della Corte Costituzionale che hanno annullato identiche leggi precedenti della nostra Regione, rammentando che- per la nostra Suprema Carta- nella Pubblica Amministrazione si può accedere soltanto “per concorso”. E proprio per evitare l’interruzione dell’attività lavorativa alla chiusura del rapporto contrattuale tra Regione Puglia e SMA di Noci, che sono stati rivolti più appelli a chi deve decidere per non ripetere gli errori già commessi con il personale sanitario, “…ingannato consapevolmente e cinicamente”. Insomma, almeno per gli ex lsu forestali bisognerebbe impostare un iter di internalizzazione giuridicamente corretto, attivando le procedure previste dalle leggi. Lo sa bene Antonio Gagliardi, segretario generale Flai Cgil Puglia: <<Il 20 maggio 2011 la Regione per la prima volta, si assumeva l’impegno di non disperdere le professionalità degli ex dipendenti SMA (Sistemi per la Meteorologia e l’Ambiente per conto della Regione Puglia) ai quali proprio il Governo regionale pugliese aveva affidato l’attività di lotta agli incendi boschivi con una convenzione sottoscritta nel 2001. Quei lavoratori nel marzo dello stesso anno erano stati licenziati, e dunque si presentava la necessità di fare tesoro di quelle esperienze professionali pensando di valorizzarle presso l’ARIF, l’Agenzia regionale per le attività idraulico-forestali. Un impegno tangibile, che ha scritto una pagina di buona politica e realizzato un concreto intervento attraverso politiche attive del lavoro, ma che attende di essere completato da ormai troppo tempo>>, attacca Gagliardi. Quella data è ormai lontana, sono trascorsi otto anni durante i quali abbiamo visto di tutto: buone prassi ma anche e soprattutto vicende al limite del grottesco; rinnovi contrattuali senza soluzione di continuità a fronte di incapacità gestionale a rendere stabili quei rapporti di lavoro. Abbiamo anche dovuto registrare, nonostante la politica regionale si sia sforzata in più occasione di rendere meno complicato il percorso per superare le incertezze lavorative, il licenziamento di centodieci impiegati ex SMA. Salvo poi doverli riassumere perché in possesso del diritto al tempo indeterminato. <<Ebbene, proprio questo diritto ancora oggi viene disatteso nonostante l’ARIF abbia ricevuto adeguate risorse economiche per lo scopo e si sia dotata di un nuovo piano dei fabbisogni lavorativi. Un piano che per i sindacati, che rappresentano il 90 per cento dei dipendenti in forza all’Agenzia, in verità andrebbe corretto. Continuiamo a chiederci –spiega ancora il segretario Flai/Cgil- quali siano le ragioni che, ancora oggi, generano incertezze occupazionali e impediscono di procedere, una volta per tutte, senza indugio. Parliamo di lavoratrici e lavoratori per i quali, in più consessi di tipo pubblico è stato riconosciuto essere indispensabili per le attività che svolge l’Agenzia. Perché allora questo processo di stabilizzazione resta fermo al palo? Perché non si procede per rendere forte sul piano gestionale questa macchina, in grado di essere fiore all’occhiello per la difesa del suolo e per la tutela del patrimonio boschivo, oltre a erogare servizi per l’agricoltura, fondamentali per le aziende del settore primario della nostra regione? E invece si è costretti a perdere tempo per correre dietro a vicende di carattere gestionale; si tende a far litigare i dipendenti tra loro sulla tipologia contrattuale da applicare o sulle fasi lavorative da espletare>>. Per Antonio Gagliardi esistono le norme nazionali che regolano la “governante” in materia forestale e, naturalmente, non mancano le norme approvate dal Governo regionale per le quali bisognerebbe che lo stesso dicesse una parola in più per pretendere la loro applicazione e nel contempo farle rispettare. Quando sarà forse giunto il momento di dare una risposta definitiva a un problema gestionale che porti l’Agenzia a svolgere i ruoli cui è chiamata?

 

Francesco De Martino

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