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Anche Rocchetta Sant’Antonio ha il suo dizionario

Rocchetta Sant’Antonio avrà il suo vocabolario del dialetto. Una novità che impreziosisce un lungo lavoro di studio antropologico del piccolo comune dei Monti Dauni partito nel 2007. Un’opera straordinaria per la piccola comunità ideata e scritta da Antonio Caivano per InVento edizioni.  Il volume che contiene in 173 pagine vocaboli e proverbi popolari, sarà presentato al pubblico sabato 18 gennaio alle 18,30 presso il teatrino comunale, in un evento organizzato dal Comune di Rocchetta Sant’Antonio, che per l’occasione farà dono di una copia del vocabolario alle famiglie del paese. Oltre al sindaco Valentino Petruzzi, saluterà i presenti anche il Presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta e ad interloquire con l’autore sarà il giornalista Andrea Gisoldi.  “Amo molto il dialetto! – spiega l’autore Antonio Caivano – Ho sempre pensato che non è solo il modo più semplice per ricordare il tempo passato, ma un patrimonio che deve essere tramandato come una ricchezza, come la “lingua” delle nostre emozioni, come il legame indissolubile con le nostre origini, come base imprescindibile della nostra cultura. Il dialetto ci rappresenta e ci identifica nelle origini, nelle tradizioni, nella storia; ci colloca in maniera precisa in un certo luogo, in una comunità e ci fa appartenere ad essa. Per questo motivo ho voluto mettermi a lavoro per raccogliere vocaboli e proverbi dialettali in modo da lasciarli ai posteri in una pubblicazione che vuole lasciare un segno”. Il dialetto rocchettano è senza dubbio molto particolare perché risente delle inflessioni e accenti irpine-appulo-lucane, grazie alla posizione al confine con le tre regioni di cui gode Rocchetta Sant’Antonio. Ad aiutare l’autore in questo lavoro anche le associazioni ZeroPositivo e LiberaMente. Quest’ultima, sotto la guida scientifica del professore Aldo Colucciello, sta continuando un lavoro di ricerca antropologica che vede tra i suoi frutti anche il prezioso Vocabolario. “Quando ci siamo incamminati in questo progetto – racconta il patron di InVento edizioni, Alessandro Gisoldi – ho capito che stavamo costruendo uno strumento che avrebbe traghettato nel futuro una storia che altrimenti avrebbe rischiato di andare perduta. Il dialetto rappresenta il codice genetico di una comunità, diventa il DNA dal quale prendono origine tutte le discussioni, le chiacchierate in piazza, le battute al bar, ed è la lingua primaria dei nostri padri”. Dello stesso avviso il sindaco di Rocchetta Sant’Antonio, Valentino Petruzzi, “Questa Amministrazione ha inteso omaggiare di questo volume tutte le famiglie rocchetane – spiega il primo cittadino – perché il lavoro di Antonio Caivano serva a conservare il nostro dialetto, ma soprattutto insegni ad amare il nostro dialetto, a usarlo nel quotidiano, a insegnarlo ai nostri figli. Amare il nostro dialetto significa amare noi stessi, significa possedere una grande eredità, l’eredità della nostra storia”.

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