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Amministrative, Emiliano “canta vittoria” per lui o per il Pd?

“Ma il governatore Michele Emiliano, quando ‘canta vittoria’ per le recenti amministrative in Puglia, parla soltanto a nome suo, e quindi della sua corrente politica (ndr – Fonte democratico), od anche per il Pd?” A porsi l’interrogativo non sono unicamente diversi addetti ai lavori della politica pugliese, ma anche alcuni semplici cittadini che, avendo letto la dichiarazione di Emiliano rilasciata  da Mosca (ndr – dove si trovava in occasione dell’inaugurazione di un volo diretto da Bari) sull’esito dei ballottaggi pugliesi di domenica scorsa, sono rimasti alquanto colpiti. Oltre che, evidentemente, sorpresi da così tanto entusiasmo manifestato dal presidente (Pd) della Regione Puglia per un risultato elettorale che è certamente in controtendenza rispetto al dato complessivo nazionale per la coalizione di centrosinistra, ma che a ben vedere non è altrettanto positivo per il partito di cui lo stesso governatore fa parte e rappresenta alla guida della Puglia. Infatti, prendendo spunto proprio dalla trionfalistica dichiarazione di Emiliano che “siamo l’unica Regione italiana nella quale il centrosinistra, sia pure nelle sue varie forme, ha saputo prevalere in modo schiacciante sia sul Movimento 5 Stelle sia sul centrodestra, portando a casa una vittoria di 10 a 1”, c’è pure chi si è soffermato ad analizzare in maniera più puntuale il dato elettorale pugliese del turno di ballottaggio della scorsa domenica, giungendo alla conclusione che verosimilmente il presidente Emiliano “canta vittoria” a mero titolo personale e non anche del partito di cui è espressione. Anzi, proprio in Puglia, nonostante taluini successi locali del centrosinistra in queste recenti amministrative, il partito di Emiliano avrebbe ben poco di cui vantarsi non soltanto per le percentuali di consenso conseguite nei Centri comunali dove la lista del Pd è stata presentata, ma forse ancor meno per le diverse assenze accumulate sulla scheda elettorale di vari Comuni (e, in alcuni casi, anche importanti – vedi: Bisceglie nella Bat, Oria in provincia di Brindisi o Casamassima e Mola in provincia di Bari) chiamati al voto e dove alcuni noti esponenti del Pd si sono candidati “nascondendosi” sotto la sigla di qualche civica, perché i vertici locali del loro partito non sono stati in grado (o non hanno voluto) neppure presentare la lista ufficiale del Pd. “Ma c’è di più!” –  ha esclamato taluni addetti ai lavori della politica regionale, che aggiungono: “Dei 10 Primi cittadini eletti domenica scorsa in Puglia, ai ballottaggi, e di cui si vanta Emiliano nella dichiarazione moscovita non ve n’è uno che sia appartenente al Pd”. Infatti, continuando, precisano: “Anche il neo sindaco di Brindisi (ndr – dove la coalizione di centrosinistra si è presentata compatta e nella sua forma tradizionale), Riccardo Rossi, è espressione della società civile e non del Pd”. Analoga  considerazione per il neo Primo cittadino di Altamura, Rosa Melodia, e per i restanti 8 sindaci, tra i quali vi sono finanche due (il neo sindaco Angelantonio Angarano di Bisceglie ed il riconfermato Davide Carlucci di Acquaviva delle Fonti) che sono addirittura degli ex Dem. Per non parlare, poi, di realtà come Conversano, dove il sindaco di centrosinistra, Pasquale Loiacono, è stato eletto al secondo turno, sconfiggendo il candidato sostenuto dal Pd; o Barletta, dove il sindaco Cannito, anch’egli ex Dem, è stato eletto al primo turno sempre contro un candidato Primo cittadino del Pd. Ed, entrando ancor più nei dettagli, ai ballottaggi pugliesi della scorsa domenica l’unico candidato sindaco con in tasca la tessera del Pd era Maurizio Bruno (segretario provinciale di Brindisi del partito), che a Francavilla Fontana è stato oltretutto sconfitto da un esponente di civiche di diversa connotazione politica. Ma, forse, ancor più disastro è il bilancio per Emiliano, se guardasse le percentuali di consenso raggiunte dal Pd nei Comuni pugliesi dove si è votato, ha presentato il simbolo ed il centrosinistra ha vinto. Infatti, in talune di queste realtà la lista comunale del Pd ha conseguito percentuali ad una sola cifra, paragonabile a quella di altre sigle politiche nazionali che, però, nelle stesse realtà hanno invece perso. Quindi, alla luce di questi ulteriori dati, verrebbe spontaneo chiedersi: “Ma per cosa effettivamente ‘canta vittoria’ il governatore pugliese di centrosinistra?” Infatti, qualche malpensante della politica pugliese ironicamente sostiene: “Forse per gli evidenti e clamorosi tonfi del Pd in Puglia anche quando il centrosinistra vince a livello locale, ma con l’aiuto di liste civiche trasversali ed a lui vicine”. Ed è per questo che probabilmente Emiliano “canta vittoria” per i dati del centrosinistra pugliese, mentre chi occupa i piani alti della sede romana di Largo del Nazzareno di certo non ride per quegli stessi risultati ottenuti in Puglia ma dal partito; oltre che per quelli negativi del resto d’Italia. Peccato, però, di quegli stessi dati non sia ancora accorto il segretario renziano del Pd pugliese, Marco Lacarra, che da quest’ultima tornata elettorale amministrativa sembrerebbe essere uscito ringalluzzito al punto da aver dimenticato troppo in fretta non solo il disastroso risultato elettorale del Pd alle politiche dello scorso 4 marzo in Puglia, ma anche quello più recente delle amministrative del 10 giugno scorso. E, in virtù di ciò, pensando anche di poter forse rimanere ancora a lungo alla guida del partito, come se nulla fosse finora accaduto elettoralmente anche a livello locale. Infatti, il segretario Lacarra, subito dopo i risultati dei ballottaggi di domenica scorsa, non ha tardato ad affermare con evidente e facile entusiasmo che “Il centrosinistra e il Partito democratico hanno dimostrato in Puglia di essere vivi, presenti, e vincenti”. Ma è noto che gli uomini di partito, soprattutto quando beneficiano di insperate e troppo rapide scalate politiche, spesso non hanno più il senso della “realtà”. E, talvolta, anche del “ridicolo”.

 

Giuseppe Palella

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