Al via l’Urban center, Quarato: “Svolta per Foggia ma anche sfida dei prossimi mesi”
L’istituzione di uno strumento partecipativo verso una città che cambia


Ingegnere, spieghiamo l’Urban Center a chi si chiede cosa sia?
“Il luogo fisico e virtuale per mettere in campo l’urbanistica partecipata. È un’istituzione in cui l’amministrazione comunale (maggioranza e opposizione) incontra tutti gli stakeholder interessati all’urbanistica in senso lato, sia per la pianificazione più generale (Pug) ma anche per singole pianificazioni, quartieri della città da attenzionare, ad esempio. Si raccolgono istanze e si rielaborano le proposte, ma soprattutto si cercano soluzioni congrue al fabbisogno delle città”.
Il 28 novembre si comincia…
“Partiamo con l’istituzione formale, ma non significa che essa non possa essere rimodulata nel tempo. È stata già istituita nella sua parte amministrativa, ora bisogna fare la prima convocazione, un’attività del sindaco che convoca le parti interessate e dà l’avvio. Ogni volta che ci sarà una nuova amministrazione il sindaco dovrà rinnovare la convocazione. Partito, l’UC ha la sua autonomia. C’è un consiglio direttivo che pianifica i lavori e poi ci sono le assemblee che analizzano i fabbisogni. La sindaca ha convocato, su mio suggerimento, tutti quelli che ne sono stati i promotori inizialmente. È bene ricordare che la delibera del consiglio deriva dal fatto che una serie di associazioni di categoria e ordini professionali hanno fatto questa proposta in periodo commissariale. Noi l’abbiamo presa in carico e tramutata in un’istituzione”.
Tra i soggetti più zelanti nella richiesta l’Ance?
“Ance e Confindustria hanno maggiormente insistito su questo strumento di confronto da utilizzare nella fase di elaborazione del Pug. Proposte e idee che possano venire dai cittadini organizzati possono migliorare questo percorso e le soluzioni per il piano urbanistico”.
Che segnali hanno loro sul Pug? Si farà a breve?
“A breve è una “parola grossa”, diciamo che io sto insistendo sul fatto che per noi è uno strumento fondamentale da traguardare a breve. A luglio la giunta ha approvato delle linee di indirizzo da integrare al Documento programmatico preliminare già approvato nel 2019. Queste linee dovrebbero essere integrate formalmente. Nel frattempo, so che Karrer ha già inviato una bozza come base di lavoro. Secondo me questo potrebbe essere uno dei primi elementi da portare come discussione generale all’Urban Center; cioè abbiamo tutto il canovaccio su possiamo cominciare a ricevere e a dare i contributi, capire come intervenire zona per zona nella città, quali sono le priorità. Noi del M5s abbiamo la minimizzazione del consumo di suolo, il discorso importante su ambiente, viabilità ed edilizia sostenibile. Sono argomenti molto “nostri” come parte generale ma che devono essere tramutati in elementi tecnici nel Pug, in indici, in parametri”.
Il Pug prevedeva le conferenze di compartecipazione
“Sì, ma mi piacerebbe che quello strumento, che era più formale, diventasse sostanziale. Cioè: prima le idee che introduciamo nella pianificazione, e poi discutiamo sulle richieste della città. Un percorso più complesso ma di maggiore soddisfazione per cittadini che non lo subiranno, ma se ne sentiranno parte attiva”.
Avete un modello virtuoso di riferimento, un urban center che ha funzionato da altre parti?
“C’è Lecce, anche a Bari funziona alacremente, ci sono molte cose interessanti fatte a Bologna all’interno di piani di zona particolareggiati. Ovviamente, è chiaro che il cittadino ha le proprie idee su strade, edifici e servizi ma bisogna fargli capire come si sviluppa una progettualità in un quartiere e in una città”.
Cittadini organizzati?
“Ma non si esclude che ci possano essere anche incontri aperti a tutta la città, conferenze pubbliche, come se distinguessimo una parte di elaborazione più tecnica e una di divulgazione”.
Una svolta per Foggia?
“Mi auguro di sì, ma è anche una sfida. Una cosa del genere a Foggia non si è mai fatta, il Dpp prevedeva, ripeto, una partecipazione più formale che sostanziale. È una svolta per dare maggiore sostanza alla partecipazione”.
C’è il rischio di un organismo pletorico e in cui si affermino solo alcuni interessi?
“Il rischio c’è, non dobbiamo negarcelo, dobbiamo essere bravi noi. Questo è uno strumento, dipende da come lo utilizziamo. È una sfida, ci dobbiamo provare. Foggia vive una fase particolare, sono cambiate tante cose e quindi è il momento giusto per focalizzare l’attenzione sullo sviluppo urbanistico della città che incide su quello economico, culturale, anagrafico. La riduzione degli abitanti ha effetti negativi, abbiamo quartieri che si cominciamo a svuotare, degrado, una cosa complessa”.
Per l’edilizia già contrattata ma impantanata cosa si fa?
“Per i programmi edilizi già definiti non possiamo fare niente, non li possiamo annullare altrimenti andremmo in conflitto giuridico con chi li ha voluti. Ma ho sentito dire di imprenditori che voglio rimodularli, nel momento in cui succede questo entra in gioco la città. Ricordiamoci che ogni trasformazione urbanistica prevede l’interesse pubblico, non è possibile non tenerne conto, quindi la rimodulazione deve passare da questa valutazione. L’interesse pubblico è definito dal consiglio comunale. Se quest’ultimo risponde attraverso uno strumento con il quale si è confrontato direttamente con i cittadini, credo che il convincimento sia molto più forte rispetto a quello del singolo, che potrebbe essere più influenzato da vari fattori”.
Tra quanto tempo vedremo dei risultati?
“Se dipendesse da me direi fra un mese, due mei, dopo Natale mi piacerebbe riportare dei risultati. Ma siccome si comincia il 28 novembre e il tutto ha avuto un parto non semplice, allora non vorrei essere troppo ottimista. Dipenderà da tanti fattori, noi ci dobbiamo porre dalla prima discussione un obiettivo finale e degli step intermedi. Deve essere uno strumento operativo, non di compiacimento delle proprie discussioni. Deve trovare soluzioni e proposte concrete, questa è la sfida dei prossimi mesi”.
Paola Lucino
Pubblicato il 15 Novembre 2025



