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Al via a Foggia “In Campo! Senza caporale”

Con l’obiettivo di creare un network di aziende capaci di accogliere lavoratori migranti finora confinati nei ghetti, per sviluppare filiere trasparenti di produzione in cui si tutelano i diritti, ha preso il via  a Foggia il progetto ‘In Campo! Senza caporale’, avviato dall’associazione ‘Terra!’ in Capitanata, una zona, informa una nota, fortemente esposta a fenomeni di caporalato e sfruttamento del lavoro bracciantile. Il progetto e’ stato presentato in una conferenza stampa. Attraverso lo stanziamento di borse lavoro retribuite, e’ stato sottolineato, i lavoratori stranieri saranno inseriti per dieci mesi in aziende biologiche selezionate nella zona di Cerignola, tra cui le cooperative sociali Altereco e Pietra di Scarto che operano su beni confiscati alla mafia. Durante il tirocinio, i partecipanti saranno supportati da docenti che offriranno un percorso di formazione professionale in ambito agricolo, dalla produzione in biologico alla commercializzazione dei prodotti, e approfondimenti sulla legislazione vigente in termini di contratti di lavoro e permessi di soggiorno. In questo percorso, datori di lavoro e lavoratori realizzeranno insieme un prodotto etico e trasparente i cui proventi saranno reinvestiti per garantire la continuita’ del rapporto lavorativo al termine del tirocinio. “Gli enti territoriali si stanno spendendo per arginare una vera e propria ingiustizia sociale come il caporalato – afferma nella nota il presidente della Provincia di Foggia, Francesco Miglio – e per questo ringraziamo chi si spende per avviare percorsi di inserimento e rispetto dei diritti”. “La presenza di ‘Terra!’ qui non e’ casuale – aggiunge Fabio Ciconte, direttore dell’associazione – ma viene da un percorso avviato negli anni passati, con indagini e campagne sul caporalato e lo sfruttamento in agricoltura”.

 

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